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Bonus Mobili con Detrazioni Ristrutturazione ed Ecobonus: Lavori Ammessi e Pagamenti

martedì 3 gennaio 2017 Aggiornato il:

Bonus mobili e ristrutturazione edilizia sono voci che fanno parte delle detrazioni fiscali sulla casa presenti in dichiarazione dei redditi: la Legge di Stabilità 2017 le ha prorogate fino al 31 dicembre 2017 (per le spese sostenute fino a tale data), però con alcune modifiche molto importanti di cui diamo conto in questa guida e in quelle collegate.

Come previsto dall'Agenzia delle Entrate, ad ogni intervento di manutenzione straordinaria sull'immobile può corrispondere un acquisto di mobili o grandi elettrodomestici che si potranno portare in detrazione nei Modelli 730 o Unico. Non sempre è facile individuare se l'intervento svolto sulla propria abitazione rientra fra quelli portabili in detrazione, in quanto non esiste un elenco di lavori di ristrutturazione e restauro ammessi per l'abbinamento col bonus arredi; ad esempio non rientrano i lavori di riqualificazione energetica (per i quali c'è l'ecobonus) ma in alcuni casi è possibile "cambiarne la destinazione", diciamo così, per farli rientrare nelle detrazioni per ristrutturazione ed abbinarci il bonus arredi, si deve valutare ogni singolo intervento tenendo presente la differenza fra lavori di manutenzione ordinaria quali verniciare le pareti o sostituzioni di serrature, dai lavori di manutenzione straordinaria come il rifacimento del tetto oppure del bagno con sostituzione delle tubature. Vediamo in questa guida quali sono le modalità di pagamento e gli importi massimi detraibili per il bonus arredo, nonchè alcuni esempi di lavori di manutenzione straordinaria e ordinaria.

Bonus mobili: data di inizio lavori ristrutturazione, di acquisto e importo detraibile

La detrazione arredo deve essere legata a lavori di ristrutturazione dell'immobile, le cui spese per questi interventi detraibili al 50% devono essere sostenute fra il 26/06/2012 e il 31/12/2016. L'importo massimo detraibile nella dichiarazione dei redditi Modello 730 per il bonus mobili è pari a 10.000 euro, ovvero la spesa massima su cui calcolare il 50% di detrazione è 10.000 euro: chiaro è quindi che la massima detrazione ottenibile è pari a 5000 euro, spalmata in 10 rate di pari importo nelle seguenti 10 dichiarazioni dei redditi (bisogna indicarla ogni anno).

ATTENZIONE, IMPORTANTE - Con la Legge di Stabilità 2017 il governo Renzi ha prorogato il bonus mobili per le spese sostenute dal 1 gennaio al 31 dicembre 2017, sempre per un massimo di 10.000 euro ma solo se legati a lavori di ristrutturazione ("interventi di recupero del patrimonio edilizio") iniziati dopo il 1 gennaio 2016, data che va dimostrata tramite con la Dia, Scia, Cil o Cila per lavori che necessitano di questi titoli abilitativi comunali, con un'autocertificazione per quelli in edilizia libera.

Il bonus arredi è legato ai costi sostenuti su una singola unità immobiliare e la spesa per l'acquisto degli arredi include le spese di trasporto e montaggio.

Se la ristrutturazione edilizia è avvenuta in un anno fiscale differente il contribuente può usufruire del bonus arredo: prendiamo ad esempio un acquisto di mobili nell'anno 2015 in presenza di lavori di manutenzione straordinaria eseguiti nel 2013, in questo caso il rinnovo dell'arredo è effettuato tra il 06/06/2013 e il 31/12/2016 ed è possibile portare in dichiarazione dei redditi l'importo versato.

Bonus mobili ed elettrodomestici con detrazioni ristrutturazione: quali lavori danno diritto alle agevolazioni fiscali?

La questione va chiarita perchè c'è una discrepanza tra i lavori che danno diritto alle detrazioni fiscali al 50% per ristrutturazione e quelli che danno diritto anche al bonus mobili: infatti se per le prime agevolazioni i lavori ammessi sono quelli elencati nell'articolo 16-bis del Tuir, per il bonus mobili l'Agenzia delle Entrate ha sempre dato un'interpretazione più restrittiva e concedendolo solo per "manutenzione straordinaria (ordinaria, solo su parti comuni condominiali), di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, di ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi, oltre che agli acquisti di abitazioni facenti parte dei fabbricati completamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare".

Con la proroga del termine al 31 dicembre 2017 contenuta nella Legge di Stabilità 2017 il governo ha precisato che il bonus mobili può esser richiesto in caso di "interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati a decorrere dal 1 gennaio 2016", rendendo quindi necessario un ulteriore chiarimento per capire se valga solo per manutenzioni ordinarie e straordinarie, ristrutturazioni edilizie, restauri e risanamenti conservativi oppure se sia possibile anche in caso di ricostruzioni o ripristini di immobili danneggiati da eventi calamitosi, acquisti di abitazioni facenti parte dei fabbricati completamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare. Si dovranno dunque attendere circolari e chiarimenti, ma alcuni fiscalisti ritengono ad oggi (3 gennaio 2017) che la soluzione corretta sia la prima e che dunque ci sarà una nuova stretta da parte dell'Agenzia.

Questi i lavori che danno diritto anche al bonus mobili ed elettrodomestici (elenchiamo quelli che sono valsi fino al 31 dicembre 2016, per il 2017 come detto occorrono ulteriori chiarimenti ufficiali):
  • interventi di manutenzione straordinaria: rifacimento del bagno, ristrutturazione integrale dell'impianto elettrico, sostituzione di serramenti e infissi esterni con altri di diversa tipologia o materiale
  • restauro e risanamento conservativo: ripristino e consolidamento di elementi strutturali oppure rifacimento, sostituzione e integrazione delle finiture, interne ed esterne
  • ristrutturazione edilizia: apertura di nuove porte e finestre, demolizione seguita dalla ricostruzione del''immobile, trasformazione di sottotetti o scantinati in abitazioni
  • ricostruzione o ripristino di un'abitazione danneggiata dalle calamità, laddove sia stato dichiarato lo stato di emergenza
Non sono invece ammessi in detrazione i lavori di manutenzione ordinaria quali imbiancatura, sostituzioni di sanitari, pavimenti o infissi non legati a interventi di ristrutturazione e rifacimento di intonaci interni.

Se l'intervento di ristrutturazione ammesso in detrazione è effettuato in un locale, non è necessario che l'acquisto dei mobili sia legato a quel locale in particolare: l'acquisto degli arredi è legato all'immobile oggetto della ristrutturazione.

Non si ha diritto alle detrazioni fiscali del 50% del bonus mobili in seguito all'acquisto di un box, alla sostituzione dei serramenti e all'installazione di pannelli solari per l'acqua calda. Se questi due lavori (serramenti e pannelli solari) vengono svolti entro il 31/12/2017, danno invece diritto alle agevolazioni fiscali di riqualificazione energetica (ecobonus).

bonus mobili ed elettrodomestici: quali lavori di ristrutturazione, i metodi di pagamentoAlcuni lavori qualificabili per risparmio energetico / riqualificazione energetica e dunque che danno diritto alle detrazioni fiscali al 65% dell'ecobonus, come per esempio cambiare la caldaia oppure installare pannelli fotovoltaici (dal Testo Unico dell'Edilizia potete vedere nel dettaglio i lavori) sono lavori che possono anche rientrare negli incentivi fiscali del 50% per ristrutturazione e permettono al contribuente di accedere al bonus mobili in quanto la stessa Agenzia delle Entrate ha precisato che "gli interventi sugli impianti tecnologici, diretti a sostituirne componenti essenziali con altri che consentono di ottenere risparmi energetici rispetto alla situazione preesistente, rispondono al criterio dell’innovazione e sono tendenzialmente riconducibili alla manutenzione straordinaria.

Attenzione però: come potete avere già intuito occorre farsi bene i proprio conti e verificare se, nel caso dei lavori appena accennati, conviene di più optare per le detrazioni fiscali per riqualificazione energetica, che sono al 65% della spesa sostenuta ma non possono essere abbinate al bonus mobili ed elettrodomestici, oppure per le detrazioni fiscali ristrutturazione in abbinamento al bonus mobili ed elettrodomestici (se ne avete acquistati, è ovvio). Questa scelta è possibile ad esempio per l'installazione di certi tipi di caldaie. Quanto detto vale senz'altro per acquisti di mobili ed elettrodomestici effettuati fino al 31 dicembre 2016: ribadiamo infatti che per il bonus arredi per spese dal 1 gennaio 2017 occorre che i lavori siano iniziati non prima del 1 gennaio 2016 e si devono attendere ulteriori chiarimenti sui lavori ammessi.

Bonus arredo, corretta modalità di pagamento

Gli incentivi fiscali per l'arredo vengono accettati in dichiarazione dei redditi dall'Agenzia delle Entrate se l'acquisto dei mobili avviene con bonifico parlante: questi documenti vanno compilati indicando il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il codice fiscale oppure il numero di partita Iva del negoziante e la causale del versamento (per esempio Acquisto di mobili e arredi per detrazione 50% articolo 16 comma 2 dl 63/2013).

Un'altra modalità di pagamento ammessa in detrazione è l'acquisto con carta di credito o bancomat, ma in questo caso il rivenditore potrebbe non rilasciare una fattura: come si procede per usufruire del bonus mobili? È sufficiente conservare lo scontrino che deve contenere precise diciture ovvero qualità, natura e quantità di beni acquistati e codice fiscale del beneficiario della detrazione. Vengono ammessi in detrazione anche gli scontrini privi di codice fiscale, ma si devono individuare l'ora e la data della compravendita, i dati riconducibili al possessore del bancomat, il nome dell'azienda e l'importo versato.

ATTENZIONE, IMPORTANTE - Per ottenere il bonus arredi collegato a lavori di ristrutturazione ("interventi di recupero del patrimonio edilizio") iniziati dopo il 1 gennaio 2016 è sufficiente un bonifico normale, non necessariamente parlante. Si intende limitatamente alle spese per acquisto di mobili ed elettrodomestici, per i lavori di ristrutturazione rimane necessario il bonifico parlante.

I mobili acquistati all'estero rientrano nel bonus mobili?

Se l'arredo e i grandi elettrodomestici vengono acquistati all'estero, possono essere indicati in dichiarazione dei redditi, ma è necessario presentare al Caf (e conservare in caso di controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate) un bonifico internazionale ordinario nel quale devono essere indicati il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la causale dell'acquisto; per accedere alle agevolazioni fiscali del bonus arredo sono necessari anche i dati del commerciante ovvero codice fiscale e partita Iva oppure codice identificativo attribuito dal Paese estero. Altri documenti da conservare e allegare, per usufruire del bonus mobili, sono la ricevuta di acquisto e l'avvenuto ricevimento del bonifico ovvero la conferma dell'accredito sul conto corrente del rivenditore.

Bonus mobili: quali arredi rientrano nelle detrazioni fiscali?

La detrazione Irpef per l'acquisto di arredamento spetta per Apparecchi da illuminazione, Letti, Reti a doghe, Materassi, Poltrone, Divani Letto e Divani standard, Tavoli, Sedie, Scrivanie, Librerie, Credenze, Comodini, Cassettiere, Armadi, Letti, Cucine.

Rientrano inoltre nel bonus mobili: grandi elettrodomestici per il raffrescamento e il riscaldamento quali stufe a gas o infrarossi e caminetti elettrici, termosifoni elettrici, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, cappe per la cucina, forni a gas e elettrici, cucine, piani cottura, lavastoviglie, asciugatrice, lavatrice, congelatori, cantinette per il vino, grandi apparecchi per la refrigerazione degli alimenti, frigoriferi, condizionatori d'aria per uso domestico alimentati dalla rete elettrica (anche a pompa di calore), ventilatori e apparecchi per l'estrazione dell'aria, termocoperte e scaldaletti.

Precisiamo che il bonus fiscale spetta solo per l'acquisto del nuovo, sono quindi esclusi mobili di antiquariato, vintage e l'usato. Per quanto riguarda invece i mobili fabbricati da un falegname, il prezzo di acquisto può essere inserito in dichiarazione dei redditi.

Anche le spese per trasporto e installazione sono detraibili. I grandi elettrodomestici devono essere nuovi (è escluso l'usato), rientrare nelle classi energetiche più elevate e riportare l'apposita etichettatura A+, A++ o A+++ per i forni elettrici, obbligatorietà estesa anche ai forni a gas e alle cappe da cucina: i forni possono essere di classe A. L'etichettatura A+ o superiore è invece obbligatoria, qualora si voglia usufruire del bonus mobili, per i grandi elettrodomestici per il lavaggio e l'asciugatura dei panni, e per la conservazione dei cibi (frigorifero).

Non possono essere inseriti in dichiarazione dei redditi l'acquisto di tende, pavimenti, porte, complementi d'arredo, elettrodomestici per l'igiene personale, bilance, coltelli elettrici, apparecchi per aprire o sigillare pacchetti o contenitori, macchine da caffè, friggitrici, frullatori, tostapane, ferri da stiro macchine per cucire, aspirapolvere o simili, televisori.

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