31 maggio 2017

Calcolo Tasi per Prima Rata del 16 Giugno

Le aliquote per la prima rata della Tasi 2017 sono le stesse del 2016: qui le istruzioni per il calcolo e chi deve pagare la tassa sui servizi indivisibili.
Tra le tante tasse sulla casa c'è la Tasi, la "tassa sui servizi indivisibili" che fa parte dell'Imposta Unica Comunale, ovvero la Iuc che include anche Imu e Tari: tutte insieme vanno versate a copertura delle spese del Comune di residenza. Cogliamo l'occasione per ricordarvi che l'Imu non va pagata sulla prima casa (abitazioni principali di lusso escluse) e che Tari e Tasi vanno pagate previa consultazione del sito web del vostro Comune (non tutti i comuni prevedono il versamento di entrambe le tasse); ricordiamo inoltre che dal 2016 è stata abolita la Tasi sulla prima casa se non di lusso o signorile.

Come si paga la Tasi - La tassa sui servizi indivisibili si paga in due tranche annuali, la prima di acconto va versata entro il 16 di giugno e la seconda a saldo entro il 16 dicembre (nel 2017 è un sabato, dunque ultimo giorno utile sarà lunedì 18 dicembre). In questa guida indichiamo i contribuenti che devono ancora pagare la tassa sull'abitazione principale (ovvero i proprietari di immobili signorili e di lusso nelle categorie catastali A1, A8, A9, sui quali si paga la Tasi anche se prima casa e anche l'IMU, però agevolata se abitazione principale) e come procedere con il calcolo della Tasi. Seguendo questo link potete invece trovare i codici tributo per il versamento con F24 e le istruzioni per versarla in Posta o online; se invece l'amministrazione comunale vi ha inviato a casa il bollettino precompilato, vi consigliamo di verificare con attenzione le istruzioni allegate perchè ogni Comune può deliberare diversamente a seconda delle circostanze.

Calcolo della Tasi 2017, prima e seconda rata:
  • tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate o dall'atto di proprietà individuate le rendita catastale della casa
  • la rendita catastale va ora rivalutata del 5%: dovete moltiplicarla per 0,05 e sommare il risultato alla stessa rendita
  • la rendita catastale rivalutata va moltiplicata per il coefficiente assegnato alla categoria catastale dell'immobile: per conoscere questo dato bisogna consultare il sito dell'Agenzia delle Entrate in quanto cambia a seconda del tipo di abitazione (per quelle civili il coefficiente è 160)
  • compiuta questa operazione avrete la base imponibile
  • recuperate l'aliquota decisa dal Comune dove è sito l'immobile e moltiplicatelo per la base imponibile: compiuta questa operazione otterrete la Tasi da versare sulla prima casa per l'anno 2017 dalla quale potrete sottrarre le detrazioni eventualmente spettanti
  • dividete per due e otterrete l'importo della prima rata da pagare entro lunedì 16 giugno
Guida al calcolo della Tasi per la prima casa: contribuenti tenuti al pagamentoVa precisato che l'aliquota per la prima rata Tasi 2017 è la stessa che è stata usata per il calcolo della seconda rata 2016, per la seconda rata 2017 e dunque per i nuovi calcoli occorre aspettare se e quando il Comune su cui sorge l'immobile delibera una nuova aliquota (cosa che può anche non fare, sia chiaro: in tal caso si utilizzano le aliquote usate per la prima rata).

I Comuni devono pubblicare sul sito internet www.finanze.it entro il 28 ottobre 2017 le nuove aliquote per la seconda rata. Se ciò non è stato fatto, per la seconda rata Tasi 2017 si applicano le aliquote 2016, dunque il calcolo è facile è già fatto in quanto l'importo sarà uguale alla prima rata, se invece c'è stata la riduzione delle aliquote allora dovrete calcolare anche la riduzione per il conguaglio.

Ricordiamo inoltre che è possibile ottenere uno sconto sulla Tasi per le seconde case in comodato d'uso gratuito a figli o genitori, ma il contratto va registrato: tutti i dettagli nella guida Comodato d'Uso Gratuito ad un Familiare e Sconto Imu e Tasi.

Contribuenti tenuti al pagamento della Tasi sulla prima casa - Devono versare la Tasi anche sull'abitazione principale i proprietari di immobili signorili e di lusso destinati ad uso abitativo anche se adibiti ad abitazione principale.

Fino al 2015 una quota Tasi doveva essere pagata anche da chi abitava in affitto (la maggior parte era a carico del proprietario che pagava), dal 2016 invece è rimasta solo per i proprietari di case locate ad uso abitativo: gli inquilini non pagano più nessuna quota Tasi, che comunque non viene fatta pagare ai proprietari; in più c'è uno sconto in caso di affitto a canone concordato. Insomma, chi ha una casa che dà in affitto paga con le stesse modalità dello scorso anno, ma dovrà informarsi se sono cambiate le rendite catastali, mentre come detto le aliquote per la prima rata restano le stesse del 2016, per la seconda rata di saldo resteranno uguali o diminuiranno.