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Novità Ravvedimento Operoso, Ecco Cosa Cambia con la Legge di Stabilità

mercoledì 17 dicembre 2014 Aggiornato il:

Con la nuova Legge di Stabilità si riforma anche il ravvedimento operoso, ovvero la possibilità offerta ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione con il fisco senza incorrere in multe eccessive, anche dopo le scadenze fiscali non rispettate. La misura ha come scopo consentire ai contribuenti di affrontare con meno difficoltà questo periodo di crisi. Vediamo in questo articolo le principali modifiche del ravvedimento operoso.

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Ravvedimento operoso, collaborazione tra fisco e contribuenti

La riforma del ravvedimento operoso è stata pensata per migliorare e semplificare i rapporti tra cittadini e Agenzia delle entrate. La nuova Legge di stabilità prevede infatti una maggiore comunicazione tra i tecnici del fisco e i contribuenti, o i professionisti che li assistono, i quali invieranno per via telematica le informazioni dell'Agenzia delle entrate riguardanti ricavi, redditi, e suggerendo allo stesso tempo il procedimento corretto per valutare le agevolazioni fiscali, le deduzioni e le detrazioni spettanti. Lo scopo è quello di fornire al contribuente tutte le indicazioni necessarie per procedere con la dichiarazione dei redditi, evitando fin da subito possibili contestazioni sulle risultanze economiche in quanto i dati sono confrontati con quelli in possesso dell'Agenzia delle entrate.
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Ravvedimento operoso: le modifiche della Legge di stabilità

Attualmente, appena si riceve un qualsiasi tipo di avviso dal fisco, non è più consentito sanare la propria posizione con il ravvedimento operoso. La normativa sancisce che per regolarizzare i conti con il fisco, senza dover pagare sanzioni salate, la violazione non deve essere già stata notificata o comunque non devono essere iniziate ispezioni o verifiche di accertamento da parte dell'Agenzia delle entrate.
Con la nuova Legge di stabilità si prevedono meno vincoli, nello specifico sarà impedito l'accesso al ravvedimento operoso solo nel caso in cui vengano avviati atti di accertamento o verifica, quindi anche se si fosse in presenza di una contestazione limitata o di un'attività ispettiva avviata dal fisco, il contribuente potrà sempre ricorrere al ravvedimento.

Tempi più lunghi per l'accesso al ravvedimento operoso
La Legge di stabilità 2015 e il ravvedimento operoso: ecco cosa cambia

La Legge di stabilità consente ai contribuenti di sanare la propria posizione con il fisco con tempi più lunghi. Questa novità sul ravvedimento operoso permette ai contribuenti di non incorrere in sanzioni onerose in quanto la sanzione massima del 30%, sarà applicata solamente se verrà avviato dal fisco un accertamento fiscale definitivo per mancato pagamento. In questo caso le disposizioni rimangono uguali a quelle già in uso quindi le sanzioni sono pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo passati 14 giorni dalla scadenza fiscale mancata; sanzione aumentata al 3% entro 30 giorni; sanzione al 3,75% entro 1 anno; con il nuovo ravvedimento operoso vengono introdotte tre nuove sanzioni del 3,3% passati 90 giorni, del 4,2% entro due anni e del 5% oltre i 2 anni dal mancato pagamento.

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