6 novembre 2017

Effetti del QE sui Tassi dei Mutui: Interessi Più Bassi, Detrazioni Più Alte

Quali effetti il Quantitative Easing ha sui tassi di interesse dei mutui, quindi sulla rata da pagare e sulle detrazioni fiscali? [articolo aggiornato per il 2017]
Il QE della Banca Centrale Europea è iniziato lunedì 9 marzo 2015 e tra i suoi effetti ce n'è uno senz'altro positivo per famiglie e consumatori: i livelli molto convenienti dei tassi di interesse dei mutui, in particolare di quelli a tasso variabile Euribor, ma anche dei mutui a tasso fisso. Effetti positivi anche sulle detrazioni fiscali per i mutui casa, come spieghiamo in questo articolo. Nel corso degli ultimi due anni più volte la BCE ha potenziato il QE e allungato la durata di questa importante mossa di politica economica, dunque anche gli effetti del Quantitative Easing sui mutui dureranno ancora qualche anno, come spieghiamo nel dettaglio in questo report.
gli effetti del quantitative easing della bce sui tassi di interesse dei mutui

Nell'articolo Euribor sottozero, interessi dei mutui negativi? descriviamo come sia la situazione dei mutui a tasso variabile, cioè molto buona per i consumatori perchè gli indici sono ai minimi storici proprio per le precedenti azioni della BCE ma anche per via della economia europea non proprio brillante. L'indice Euribor (acronimo di EURo Inter Bank Offered Rate, tasso interbancario di offerta in euro) è calcolato a partire dalla media dei tassi di interesse applicato ai soldi che le principali banche europee si prestano tra di loro e viene utilizzato come indice per i mutui a tasso variabile, principalmente nelle sue versioni a 3 e 6 mesi: uno degli obbiettivi tecnici del QE è immettere più liquidità nel sistema finanziario in modo da ridurre il valore stesso del denaro per alzare l'inflazione, che nel periodo 2014/16 è stata così bassa da far temere una negativa spirale deflazionistica, e per fare ciò la BCE ha provveduto a portare allo 0% il costo del denaro e a comprare Titoli di Stato. Dunque l'Euribor rimarrà basso perchè col Quantitative Easing la BCE immette miliardi di euro nel sistema finanziario: aumentando la massa monetaria in circolazione il suo valore scende, facendo rimanere a livelli minimali anche il tasso di interesse con cui le banche si prestano denaro a vicenda, l'Euribor appunto.

Anche i mutui a tasso fisso si avvantaggiano della situazione visto che pure l'Eurirs è a livelli minimali: d'altra parte si calcola facendo riferimento anche ai rendimenti dei Titoli di Stato tedeschi, i famosi Bund, che sono bassissimi per via della solidità finanziaria della Germania, e con l'acquisto di Titoli di Stato da parte della BCE la solidità finanziaria di tutti i paesi UE è migliorata. Ebbene, proprio grazie al Quantitative Easing della BCE la situazione rimarrà a questi livelli, confermando le ottimistiche previsioni sui tassi di interesse dei mutui per i prossimi anni. Questo perchè tra gli effetti del QE c'è stata senza ombra di dubbio la riduzione dei rendimenti dei Titoli di Stato europei ⇒ bene per i mutui a tasso fisso, ma anche una maggiore disponibilità finanziaria delle banche, che sono "spinte" dalla stessa BCE a metterla sul piatto dei finanziamenti e dei mutui (ricordate che dalla primavera 2014 il tasso di interesse sui depositi di denaro che le banche tengono fermo nelle casse della BCE è diventato negativo, cioè un costo, proprio per spingerle ad usare tali soldi).
Va inoltre considerato che le banche stanno proponendo mutui fissi con spread bassissimi visto che la concorrenza sul mercato dei finanziamenti si è alzata proprio per questa situazione generale, anche se comunque occorre precisare che chi vuole chiedere un mutuo deve valutare con attenzione se gli conviene ora un mutuo a tasso variabile o a tasso fisso (in poche parole, dipende molto dalla durata).
Qui le previsioni aggiornate sui tassi dei mutui che confermano quanto scritto in questo report.
Il QE ha effetti anche sulle detrazioni fiscali per il mutuo casa, perchè come dice Roberto Anedda di Mutuionline.it:
"Su un mutuo medio da 120-130mila euro è possibile godere in pieno della detrazione Irpef del 19% sugli interessi passivi per i mutui prima casa, in quanto anche su un tasso fisso a trent'anni gli interessi totali annui rientrano nei 4mila euro di limite stabilito per la detrazione".