1 giugno 2017

Affitto Con Riscatto per Comprare la Casa Dove Si Abita in Affitto: Vantaggi e Regole

Comprare casa mentre si vive in affitto: col rent to buy ci sono vantaggi sia per il proprietario che per l'inquilino acquirente.
L'affitto con riscatto, detto anche rent to buy, è stato regolato con il Decreto Sblocca Italia nel 2014. Il rent to buy è un sistema che potremmo dire essere un misto mutuo + affitto col quale si può pagare il canone di locazione e diventare in seguito proprietario dell'immobile: da una parte il venditore riceve un pagamento a rate ed è garantito in quanto, finché l'inquilino vive in affitto, mantiene la proprietà dell'immobile, dall'altra l'affittuario può acquistare casa anche se ha difficoltà di accesso al credito presso banche o finanziarie. Per un altro modo alternativo di acquisto casa che consente un certo risparmio: Nuda Proprietà: Cos'è e Quali Vantaggi si Ottengono.

Come funziona l'affitto con riscatto - Il rent to buy consente di stipulare un contratto nel quale si stabilisce che l'immobile sia dato immediatamente in uso all'inquilino, questi incomincerà a versare canoni di locazione mensili e parte dell'affitto percepito dal proprietario costituirà il prezzo della futura compravendita. L'affitto ingloba quindi una quota a titolo di anticipo sull'acquisto.

All'atto di stipula del contratto, proprietario e inquilino decidono quale importo del canone di locazione deve essere attribuito come prezzo della futura compravendita, nonché possono accordarsi e programmare la possibilità per l'affittuario di acquistare la casa entro un periodo di tempo prestabilito, in modo che possa diventare proprietario dell'immobile a tutti gli effetti.

Col decreto Sblocca Italia è stato specificato che la possibilità di acquistare l'immobile è facoltativa, l'inquilino non è obbligato a riscattare la casa nella quale vive con un contratto di affitto con riscatto: non sono previste regole inderogabili per la stipula del contratto e all'inquilino e al proprietario viene lasciata la facoltà di accordarsi liberamente. Per esempio è possibile stabilire, in sede contrattuale, quale somma dei canoni di affitto deve essere restituita nel caso in cui il conduttore dovesse decidere di non procedere con l'acquisto della casa; le parti possono anche decidere che al termine del contratto l'inquilino possa diventare proprietario dell'immobile senza dover obbligatoriamente dichiarare l'intenzione di procedere all'acquisto.

come funziona l'affitto con riscattoChi paga le tasse sull'immobile con l'affitto con riscatto? - Importante notare che col rent to buy cambia in una certa misura il regime dell'imposizione fiscale sull'immobile: nella guida Imu, Tasi, imposte di registro e affitto con riscatto tutti i dettagli in quanto occorre specificare alcune cose nel dettaglio.

Per quel che riguarda invece le tasse su quanto guadagna il proprietario, occorre fare una distinzione: le quote percepite come affitto devono essere dichiarate come redditi da locazione e come tale verranno tassati (e dunque è possibile anche optare per il regime agevolato della cedolare secca), mentre le quote versate per "l'acquisto a rate dell'immobile" vengono assimilate, ai fini fiscali, agli acconti-prezzo ottenuti per la vendita di un immobile.

Assente l'applicazione dell'IVA nei contratti tra privati.

Affitto con riscatto e acquisto casa, quali garanzie si ottengono? - La regolamentazione del rent to buy attraverso il decreto Sblocca Italia serve per consentire la trascrizione del contratto di affitto con riscatto nei registri pubblici, questo significa che se il proprietario dell'immobile dovesse rifiutarsi di trasferire la proprietà dell'abitazione al termine del contratto, allora l'inquilino potrà procedere per via legale e rivolgendosi ad un giudice otterrà una sentenza favorevole: l'affittuario potrà sia richiedere il trasferimento della proprietà dell'immobile sia la restituzione dei canoni di locazione attribuiti a parte del prezzo di vendita, i quali saranno aumentati dagli interessi.

Se un dato numero di canoni di affitto, decisi in sede di stipula del contratto, non viene corrisposto anche in maniera non consecutiva, allora il contratto si considera risolto automaticamente. Le parti possono stabilire liberamente il numero dei canoni non corrisposti entro il quale scatta la soluzione del contratto, ma c'è un limite ovvero non possono essere inferiori ad un ventesimo del loro numero complessivo.

Nel caso in cui il contratto dovesse risolversi per cause imputabili all'inquilino, allora l'immobile verrà restituito al proprietario insieme all'importo totale dei canoni versati.