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Fallimento del Consumatore e Debiti, Come Funziona l'Esdebitamento

giovedì 12 marzo 2015 Aggiornato il:

Il consumatore che non riesce a pagare i debiti perchè troppi può dichiarare fallimento grazie alla procedura dell'esdebitamento, possibile in Italia grazie alla legge 179/2012. Importante dire subito che il fallimento del consumatore per troppi debiti vale anche verso Equitalia, ovvero anche le cartelle esattoriali possono essere stralciate grazie all'esdebitamento (si paga una cifra stabilita dal Tribunale e Equitalia deve accettare): questo grazie al Decr. Ministero della Giustizia 202-2014 e ad una sentenza del Tribunale di Busto Arsizio. Vediamo dunque come funziona la procedura di fallimento del consumatore che vale solo per le persone fisiche, i lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi, i professionisti, i parasubordinati, i piccoli imprenditori, gli imprenditori agricoli, gli artigiani, gli enti collettivi con o senza personalità, quei soggetti cioè che non possono avvalersi della legge fallimentare che vale per gli imprenditori. Ovviamente per questi soggetti vale, in caso di fallimento, la procedura concorsuale del concordato preventivo.
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Per accedere al meccanismo di fallimento della persona fisica occorre che vi sia un forte squilibrio tra il patrimonio prontamente liquidabile ed i debiti, con una definitiva e accertata incapacità di adempiervi, ovvero una situazione di sovraindebitamento. Certo la casistica può essere davvero ampia visto che si va dal mutuo casa ai prestiti al consumo, finanziamenti e carte revolving e tanto altro ancora, ma la legge dice esplicitamente che i debiti devono essere stati contratti "in modo ragionevole rispetto alle proprie possibilità di ripagarli" così da evitare frodi ai creditori. Sarà il Tribunale a verificare e a decidere.

Il consumatore che vuole accedere all'esdebitamento deve rivolgersi a un avvocato o notaio o commercialista, oppure ad un organismo di composizione delle crisi da sovraindebitamento, per portare la richiesta di fallimento in Tribunale con un piano di rientro dai debiti che, se accolto, diventa vincolante per tutte le parti coinvolte, anche per i creditori contrari e anche, come detto, per Equitalia o comunque l'Agente di riscossione. Col termine della procedura e quindi con lo stralcio dei debiti il consumatore-debitore è definitivamente liberato.

IMPORTANTE: se accettato il piano di rientro e quindi l'esdebitamento, nessun creditore può avviare esecuzioni forzate, pignoramenti, vendite forzate... Se invece il piano di rientro non viene accettato, allora il consumatore indebitato può/deve accedere alla procedura di liquidazione del patrimonio, ovvero la vendita di tutti i beni tranne i beni impignorabili, per liquidare i creditori.

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Per l'esdebitamento il consumatore, sempre nell'ambito di una procedura di composizione delle crisi da sovraindebitamento tramite organismo predisposto dalla legge, può prima provare con l'accordo con i creditori, cioè una proposta di risanamento dei debiti che deve essere accettata dai creditori che rappresentano almeno il 60% di quanto dovuto: se ciò non avviene può allora proporre il piano del consumatore, accessibile alle persone fisiche che hanno assunto debiti non attività professionale o imprenditoriale. Fondamentale perchè il Tribunale dia l'ok è che il piano assicuri maggiore soddisfazione ai creditori rispetto alla liquidazione dei beni, che come detto sopra è le terza e ultima possibilità

Requisiti di accesso al piano di fallimento del consumatore:
  • situazione di sovraindebitamento
  • non averne già usufruito nel precedente quinquennio
  • non aver subito cessazione, risoluzione, revoca degli effetti di un precedente piano
  • presentare documentazione per ricostruire la propria situazione economica e patrimoniale
Si può accedere al fallimento del consumatore sia nel caso di una sola procedura concorsuale, come nel caso trattato dal Tribunale di Busto Arsizio dove il solo creditore era Equitalia, sia in presenza di più creditori o se si è sottoposti a più procedure.

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