11 novembre 2015

IVA Agevolata Ristrutturazione Edilizia e Risparmio Energetico: Aliquota al 10%

Iva ridotta al 10% per lavori in casa per la manutenzione ordinaria e straordinaria, ecobonus, restauro e risanamento- Sugli interventi di ristrutturazione edilizia viene applicata l'Iva agevolata al 10%, ma è necessario distinguere tra lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria e quelli di restauro e risanamento conservativo. L'Iva agevolata al 10% si applica sia agli interventi di manutenzione ordinaria, ma solo per lavori realizzati su parti comuni degli edifici residenziali ovvero nei condomini, sia agli interventi di manutenzione straordinaria: in questo caso l'Iva ridotta al 10% spetta sia per lavori sui condomini che negli edifici privati.
Anche l'acquisto di materiali relativi ai lavori di manutenzione è soggetto all'Iva agevolata, materiali che devono essere acquistati dalla ditta che svolge i lavori e non dal privato che ha commissionato l’intervento di manutenzione dell’immobile. L'Iva al 10% spetta sempre per i lavori di restauro e risanamento conservativo, anche per l'acquisto dei materiali da parte della ditta o del privato cittadino. Fra i lavori di ristrutturazione rientrano anche l'apertura di nuove porte e finestre, la demolizione e fedele ricostruzione dell'immobile e gli interventi di risparmio energetico. Ecco in quali casi spetta l'Iva agevolata al 10%.

Iva ridotta al 10% per lavori di ristrutturazione ordinaria e straordinaria

Se la manutenzione ordinaria riguarda i condomini e le parti comuni dell'edificio quali scale, tetti, portoni, cortile, portineria, ascensori, fognature, allora la ditta di costruzioni rilascia una fattura con Iva agevolata al 10%. Anche sui lavori di manutenzione straordinaria spetta l'Iva ridotta e gli interventi di ristrutturazione possono essere realizzati sia in case private che nei condomini. Quindi l'Iva al 10% si applica per esempio a lavori per l'installazione di un ascensore, la costruzione e il miglioramento dei servizi igenici, il frazionamento o accorpamento di immobili, e agli interventi di risparmio energetico.

L'Iva agevolata spetta anche per l'acquisto dei materiali necessari ad eseguire i lavori di ristrutturazione ordinaria e straordinaria, ma i beni devono essere acquistati da chi esegue i lavori e non dal proprietario dell'immobile.

Per quanto riguarda alcuni beni, considerati di valore significativo dalla legge, l'aliquota Iva agevolata al 10% spetta solo sulla differenza tra il costo complessivo dei lavori e quello dei beni stessi. Ecco quali sono i beni di valore significativo:
  • impianti di sicurezza
  • caldaie
  • sanitari e rubinetti dei bagni
  • infissi
  • video citofoni
  • apparecchi di condizionamento e riciclo dell'aria
  • ascensori e montacarichi.
Ricordiamo che l'Iva ridotta al 10% non viene applicata alle fatture emesse da professionisti quali geometra o architetto.


Per i lavori di ristrutturazione edilizia e di risanamento conservativo e restauro, l'aliquota Iva ridotta spetta sempre per la realizzazione di questi interventi, l'acquisto di materiali legati ai lavori ad esclusione di materie prime e semilavorati, e l'acquisto di beni cosiddetti finiti come ad esempio caldaie, infissi, porte.

Iva agevolata al 10% su ecobonus e ristrutturazioniNei lavori di ristrutturazione rientrano la realizzazione di una mansarda o di un balcone, la costruzione dei servizi igenici, l'apertura di nuove finestre o porte, il rifacimento della facciata dell'immobile e la demolizione e ricostruzione fedele dello stesso.

I lavori di restauro e risanamento conservativo per i quali spetta l'Iva agevolata al 10% riguardano l'eliminazione e la prevenzione di condizioni di degrado, l'adeguamento dell'altezza del solaio e l'apertura di nuove finestre per garantire una migliore aerazione dei locali. L'aliquota ridotta si applica agli acquisti effettuati sia dal proprietario dell'immobile sia dalla ditta o dal prestatore d'opera che esegue i lavori.

Se al proprietario dell'immobile è stata applicata in modo non corretto l'Iva al 22%, allora questi può rivolgersi all'impresa che ha eseguito i lavori per ottenere un rimborso: è necessario che la ditta invii, entro 2 anni dalla data in cui sono è stato versato il bonifico con Iva al 22%, il bonifico e la fattura all'Agenzia delle Entrate.