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Mutui per Giovani con Contratto a Tutele Crescenti: Quali Garanzie?

mercoledì 29 aprile 2015 Aggiornato il:

Garanzie per mutuo casa a giovani under 30 con contratto di lavoro a tutele crescenti - Come è facile intuire e più volte si è detto, domandare un mutuo casa non è facile per un giovane perchè il problema principale è il lavoro. Infatti tra le più forti garanzie per un finanziamento c'è il contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche se negli anni le banche hanno aggiornato le loro proposte di mutui per precari. Ma cosa cambierà con la riforma del lavoro del governo Renzi, il tanto citato Jobs Act? O meglio, con il contratto a tutele crescenti è più facile avere un mutuo casa?

Il mercato immobiliare sembra che si stia riprendendo (lentamente) dalla grave crisi degli ultimi anni ed anche le domande ed erogazioni di mutui sono in crescita. Di certo le politiche monetarie della BCE stanno incentivando le banche a mettere più liquidità sul mercato del credito alle famiglie e alle imprese ma anche stanno facendo scendere ancora di più i tassi di interesse (cfr la guida Mutui, con Euribor 3 Mesi Negativo Cosa Cambia?), ma in Italia bisogna anche considerare quale effetto avranno le innovazioni del Jobs Act, che abbiamo già iniziato a discutere nel focus Chiedere un Mutuo con il Contratto a Tutele Crescenti.

Andiamo ora più nel dettaglio e lo facciamo grazie ai dati fornitoci da Mutui Supermoney, il portale di comparazione mutui che periodicamente monitora la situazione del mercato creditizio italiano; in particolare è stata fatta un'indagine per individuare le condizioni a cui le banche erogano mutui casa a giovani under 30 con contratto a tutele crescenti, interpellando direttamente gli istituti Banca Sella, CheBanca!, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo e UniCredit: nessuno di questi ha dichiarato di applicare politiche restrittive nei confronti di lavoratori assunti con contratto a tutele crescenti. Cosa non scontata perchè il nuovo contratto di lavoro lascia comunque la possibilità di licenziare praticamente in ogni momento, seppur con un indennizzo.
NB: si tratta di una simulazione basata su dati e risposte fornite dalle banche visto che il contratto a tutele crescenti è in vigore da due mesi, quindi sono poche ancora le richieste ed erogazioni di mutui.

Il profilo del richiedente: -età compresa tra i 25 e i 30 anni con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti -reddito annuale lordo 25.000 euro -valore immobile 200.000 euro.

Questo il risultato della simulazione per ciò che riguarda i mutui a tasso variabile:

migliori mutui a tasso variabile per giovani

Per ciò che riguarda i mutui a tasso fisso questi i risultati:

migliori mutui a tasso fisso per giovani
Per indicazioni su quale tipo di tasso orientarsi: Come Scegliere i Tassi di Interesse per il Mutuo Acquisto Casa
Tutte le banche interpellate affermano di non fare alcuna differenza sul contratto di lavoro per le erogazioni di mutui casa, il criterio fondamentale è l'affidabilità creditizia del mutuatario. Ci dobbiamo credere? In fondo il rimborso del mutuo dura anni, decenni, e l'affidabilità creditizia del mutuatario appare più solida con un classico contratto di lavoro a tempo indeterminato che con il nuovo contratto a tutele crescenti, o no? Certo ci si può sempre tutelare con una polizza assicurativa sul rimborso del mutuo (meglio cercarsela da soli invece di affidarsi ciecamente a quella offerta dalla banca stessa), oppure si può anche ricorrere ad un garante esterno (un parente ad esempio), ma la garanzia del contratto di lavoro appare comunque la più forte.

In ogni caso gli ultimi dati del settore mutui confermano la netta crescita e il trend delle erogazioni è in positivo da 4 trimestri consecutivi. Secondo l’ultimo rapporto Abi, nel trimestre dicembre 2014 - febbraio 2015, le concessioni di mutui sono aumentate del 42,4%. Secondo i dati Bankitalia, inoltre, si registra un calo significativo dei tassi d’interesse sui mutui. A febbraio – mese in cui sono state effettuate le ultime rilevazioni – il tasso sui mutui si attestava al 3,01%, in ribasso rispetto al 3,07% di gennaio.

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