2 dicembre 2015

Tasi 2016 per Casa in Affitto: l'Inquilino Deve Pagare?

Guida al pagamento della Tasi 2016 per chi vive in affitto: ecco quanto devono versare gli inquilini - E' stata abolita la Tasi sulla prima casa, per tutte le novità introdotte dal governo Renzi leggete la guida Tasse sulla Casa e Sgravi Fiscali: Novità Legge di Stabilità 2016. Per le case date in affitto la situazione è la seguente: se la casa non è di lusso, l'inquilino non deve pagare la quota Tasi se per lui vale come "prima casa, abitazione principale", altrimenti resta come lo scorso anno e quindi la paga. In caso appunto di casa in affitto non di lusso e che è abitazione principale per il locatario, la quota non deve comunque essere pagata dal proprietario che pagherà in base alle quote decise dal Comune: per il proprietario non cambia nulla, però c'è il nuovo sconto su Tasi e Imu per Affitto a Canone Concordato. Dunque in questa guida aggiornata al 2016 le istruzioni per il calcolo della Tasi di casa in affitto e la ripartizione proprietario/inquilino sono valide se l'immobile è classificato di lusso o di pregio oppure se non è l'abitazione principale dell'inquilino.

Gli inquilini sono tenuti al pagamento della Tasi in quanto i Comuni devono suddividere l'importo, altrimenti la tassa resterebbe in carico al proprietario dell'immobile per l'importo totale, e inoltre il Comune non ha la facoltà di azzerarla. È data facoltà di inserire nella delibera comunale una divisione in base alla tipologia dell'immobile e alle condizioni del contratto di affitto, ovvero se l'immobile nel quale si vive in affitto è anche l'abitazione principale allora si può usufruire di un'aliquota Tasi ridotta, se lo ha deliberato il Comune.

Ricordiamo che la Tasi non deve essere versata se l'importo della tassa non supera i 12 euro. Qualora si sia tenuti al versamento si può pagare in Posta o con il modello F24.

Come si calcola la Tasi 2016

Il calcolo della Tasi è identico per proprietari e locatari, l'unica variante è la percentuale di imposta da versare. Il primo dato da recuperare è la rendita catastale della casa sulla quale si paga la Tasi, dato che si trova sul contratto di affitto (dal 1 luglio 2010 c'è l'obbligo di indicare i dati catastali), sul rogito (in questo caso bisogna rivolgersi al proprietario dell'immobile) o sul servizio di visure catastali dell'Agenzia delle Entrate: in quest'ultimo caso dovrete procurarvi l'apposito codice Pin per accedere a Fisconline.

tasi 2016 per casa in affitto: l'inquilino paga?Prendendo ad esempio una rendita catastale pari a 500 euro, bisogna applicare la rivalutazione del 5% ovvero si deve moltiplicare per 0,05; si avrà quindi 500 x 0,05 = 25€. Questo importo deve essere sommato alla rendita catastale, nel nostro esempio si ottiene 500 + 25 = 525€. A questo punto bisogna calcolare la base imponibile per la Tasi 2016 e per ottenerla bisogna moltiplicare la rendita catastale alla quale è stata applicata la rivalutazione per il coefficiente relativo alla tipologia di immobile: per le abitazioni civili il coefficiente è 160. Tornando all'esempio si ottiene 525 euro x 160 = 84.000 (base imponibile). L'importo da pagare per la Tasi si ottiene applicando alla base imponibile l'aliquota stabilita dal Comune. Ipotizzando un'aliquota dell'1 per mille si ottiene 84.000 x 0.001 = 84€. Questo è il totale da versare per la Tasi 2016, l'inquilino dovrà pagarla in base alla percentuale stabilita dal Comune di residenza.

Per sapere quali aliquote ha deliberato il proprio Comune bisogna accedere al sito online dello stesso Comune nel quale è ubicato l'immobile: seguendo il link trovate il sito dei Comuni italiani. In alternativa potete consultare il sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) sul quale sono disponibili le delibere dei Comuni. Comunque per il 2016 il pagamento della prima rata Tasi si usano le stesse aliquote definitive del 2015 (quelle della seconda rata), mentre per la seconda rata 2016 i Comuni potranno solo abbassarle o lasciarle uguali.

Aggiornamenti seconda rata a saldo per Tasi 2016 da pagare entro il 16 dicembre - I comuni devono aver deliberato l'eventuale riduzione dell'aliquota Tasi 2016 entro il 30 aprile 2016 (solo per i comuni del Friuli Venezia Giulia è slittato al 30 giugno e 31 luglio in caso di elezioni amministrative), poi pubblicate sul sul sito internet www.finanze.it entro il 28 ottobre 2016. Se ciò non è stato fatto, per la seconda rata Tasi 2016 si applicano le aliquote 2015, dunque il calcolo è facile è già fatto in quanto l'importo sarà uguale alla prima rata, se invece c'è stata la riduzione delle aliquote allora dovrete calcolare anche la riduzione per il conguaglio.

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