Aggiungimi su Facebook Seguici su Twitter Seguici su Google+

Equitalia, Blocco Conto Corrente per Pignoramento: Come Tutelarsi

mercoledì 20 maggio 2015 Aggiornato il:

Cosa fare se Equitalia blocca il conto corrente? Come si sblocca il conto corrente pignorato? Ecco come difendersi dall'atto esecutivo - Equitalia può ordinare alla banca di versare direttamente nelle casse del Fisco le somme di denaro che vengono depositate dal contribuente/debitore sul proprio conto corrente finché il debito non è saldato. Cosa può fare il contribuente per tutelarsi da questo atto esecutivo? Il blocco del conto corrente per pignoramento da parte di Equitalia segue le leggi che regolamentano l'espropriazione forzata: analizziamole in questa guida per capire quali strumenti si hanno a disposizione se il conto corrente è bloccato.

Il pignoramento è un atto con il quale l'ufficiale giudiziario stabilisce che un bene venga sottratto alla disponibilità del proprietario se questi si trova in una posizione debitoria, si tratta di un'espropriazione forzata che è regolamentata dal Codice di procedura civile. Diversamente la normativa sull'espropriazione esattoriale ha caratteristiche proprie e fa sì che il procedimento per l'incasso delle somme dovute sia notevolmente più veloce, tanto che non prevede che venga fissata un'udienza e designato un difensore, non necessita dell'autorizzazione di un Giudice e non prevede la citazione del pignorato, pignorato che è tenuto a effettuare il versamento in base all'atto ricevuto da Equitalia e di conseguenza si vede pignorare il conto corrente senza che l'ordinanza sia notificata da parte dell'autorità giudiziaria.

Con questo procedimento esecutivo chi è in debito col Fisco e non versa il dovuto entro sessanta giorni dal ricevimento della cartella di pagamento di Equitalia, si può ritrovare con il conto corrente bloccato per pignoramento: se al debitore viene notificato un atto di pignoramento, questi ha sessanta giorni a disposizione per versare il dovuto ad Equitalia. L'Agente della riscossione ha il potere di pignorare un credito vantato dal debitore nei confronti di un terzo e un conto corrente è di fatto un credito che il cliente vanta nei confronti di una banca; il procedimento può essere effettuato sia con l'espropriazione forzata che con l'espropriazione esattoriale.

Queste norme non si applicano ai crediti pensionistici in quanto, come avviene per gli importi dovuti ai privati a titolo di salario, stipendio o per altre indennità relative al rapporto di lavoro, il pignoramento per saldare i tributi al Fisco, allo Stato, alle provincie e ai Comuni non può superare la misura di un quinto degli importi percepiti.

Con il decreto legge 83/2015 sono stati introdotti nuovi limiti per il pignoramento dal conto corrente bancario o postale di somme accreditate per il pagamento di pensioni, stipendi e redditi assimilati quali salari, indennità, assegni e Tfr. Precedentemente gli stipendi o i redditi da pensione accreditati sul conto corrente postale o bancario potevano essere pignorati nella misura del 100% se l'atto esecutivo veniva notificato in posta o in banca; nel caso in cui a ricevere la notifica fosse il datore di lavoro o l'Inps, il massimo pignorabile era pari ad un quinto dello stipendio o della pensione.

Con il dl 83/2015 è stato anche stabilito che il creditore non può pignorare importi superiori a quelli stabiliti, pena il blocco del pignoramento limitatamente all'importo eccedente il limite pignorabile: l'inefficacia è rilevabile di ufficio dal giudice.

Altra novità importante è il momento in cui l'importo viene accreditato sul conto corrente, ovvero se la somma viene depositata prima o dopo il pignoramento; ad esempio, in caso di pensione accreditata sul c/c prima del pignoramento del conto corrente da parte del Fisco, bisogna moltiplicare per tre l'ammontare dell'assegno sociale o della pensione, ovvero 448,51€ x 3 = 1.345,53€. Ipotizzando una pensione pari a 1.500€ la base pignorabile è calcolata sottraendo i 1.345,53€ e di conseguenza ammonta a 154,47€: questo importo può essere pignorato interamente.

Come si sblocca il conto corrente pignorato da Equitalia? Gli strumenti giuridici a disposizione del contribuenteIn seguito al pignoramento l'imponibile cambia, a questo punto bisogna aumentare della metà l'importo dell'assegno sociale o della pensione e sottrarre il risultato dai 1.500 euro percepiti per la pensione: il risultato di questa differenza darà la nuova base pignorabile.

Per quanto riguarda i crediti alimentari, l'importo del pignoramento viene stabilito da un giudice. Diversamente se le somme vengono accreditate da un ente pubblico (Provincia, Stato, Comune), viene trattenuto un quinto della base pignorabile.

Per altre tipologie di pignoramento si trattiene la metà della base pignorabile; infine per altre tipologie di crediti il pignoramento è pari ad un quinto della base pignorabile.

Segnaliamo che, in base alle nuove norme, le banche potranno bloccare i conti correnti nei limiti previsti solo se le somme accreditate provengono da pensioni o stipendi: questo significa che se vengono accreditati importi aventi causali diverse, la somma depositata può essere interamente pignorata.

Quindi quali strumenti ha a disposizione il contribuente se Equitalia blocca il conto corrente per pignoramento? Il debitore può difendersi contestando l'atto di pignoramento presso la giurisdizione ordinaria, davanti al giudice dell'esecuzione, ma per i crediti tributari le opposizioni si possono esercitare solo in alcuni casi, ovvero per contestare la pignorabilità dei beni e per tutti i casi che non riguardano la regolarità formale e la notificazione del titolo esecutivo. Di conseguenza non è possibile opporsi per la mancata notifica o l'irregolarità formale della cartella esattoriale di Equitalia. In alternativa il contribuente potrebbe presentarsi di fronte alla giurisdizione tributaria per contestare l'espropriazione forzata del conto corrente se il pignoramento non contiene la citazione della banca dinanzi al giudice dell'esecuzione. Ma per legge le cartelle di pagamento di Equitalia consentono di procedere con l'atto di pignoramento presso terzi ovvero presso l'istituto di credito.

In quanto la procedura di pignoramento esattoriale presso terzi prevede che Equitalia contatti direttamente la banca escludendo l'obbligo di informare il cliente, ecco cosa si può fare per contestare il blocco del conto corrente per pignoramento da parte di Equitalia: le banche sono tenute per legge all'obbligo di trasparenza ed informazione verso i clienti, quindi se l'Istituto di credito blocca il conto corrente senza informare tempestivamente il cliente, questi potrà rivolgersi al giudice per contestare il pignoramento in quanto la banca non ha rispettato la corretta esecuzione dei propri obblighi.

Nessun commento:

Articoli più letti negli ultimi 30 giorni