Aggiungimi su Facebook Seguici su Twitter Seguici su Google+

Pignoramento Conto Corrente: Nuovi Limiti di Prelievo e Nuove Regole

mercoledì 22 luglio 2015 Aggiornato il:

Con il decreto legge 83/2015 vengono introdotti nuovi limiti per il pignoramento dal conto corrente bancario o postale: in questo articolo scopriamo le novità riguardanti i limiti applicati all'espropriazione forzata di pensioni, stipendi e redditi assimilati quali salari, indennità, assegni e Tfr.  Abbiamo visto come tutelarsi dall'atto esecutivo da parte del Fisco e cosa fare in caso di blocco del conto corrente per pignoramento, ora scopriamo quali sono i nuovi limiti. Nella guida Blocco Conto Corrente per Pignoramento: Come Tutelarsi altre indicazioni pratiche.

Nel dettaglio viene modificata la base pignorabile della pensione, dello stipendio o di altre indennità assimilate al reddito pensionistico. Precedentemente gli stipendi o i redditi da pensione accreditati sul conto corrente postale o bancario potevano essere pignorati nella misura del 100% se l'atto esecutivo veniva notificato in posta o in banca; nel caso in cui a ricevere la notifica fosse il datore di lavoro o l'Inps, il massimo pignorabile era pari ad un quinto dello stipendio o della pensione.

Con il dl 83/2015 viene anche stabilito un limite alle facoltà del creditore, il quale non può pignorare importi superiori a quelli stabiliti, pena il blocco del pignoramento limitatamente all'importo eccedente il limite pignorabile: l'inefficacia è rilevabile di ufficio dal giudice.

Altra novità importante è il momento in cui l'importo viene accreditato sul conto corrente, ovvero se la somma viene depositata prima o dopo il pignoramento; ad esempio, in caso di pensione accreditata sul c/c prima del pignoramento del conto corrente da parte del Fisco, bisogna moltiplicare per tre l'ammontare dell'assegno sociale o della pensione, ovvero 448,51€ x 3 = 1.345,53€. Ipotizzando una pensione pari a 1.500€ la base pignorabile è calcolata sottraendo i 1.345,53€ e di conseguenza ammonta a 154,47€: questo importo può essere pignorato interamente.


In seguito al pignoramento l'imponibile cambia, a questo punto bisogna aumentare della metà l'importo dell'assegno sociale o della pensione e sottrarre il risultato dai 1.500 euro percepiti per la pensione: il risultato di questa differenza darà la nuova base pignorabile.

Per quanto riguarda i crediti alimentari, l'importo del pignoramento viene stabilito da un giudice. Diversamente se le somme vengono accreditate da un ente pubblico (Provincia, Stato, Comune), viene trattenuto un quinto della base pignorabile.

Per altre tipologie di pignoramento, si trattiene la metà della base pignorabile; infine per altre tipologie di crediti il pignoramento è pari ad un quinto della base pignorabile.

Segnaliamo che, in base alle nuove norme, le banche potranno bloccare i conti correnti nei limiti previsti solo se le somme accreditate provengono da pensioni o stipendi: questo significa che se vengono accreditati importi aventi causali diverse, la somma depositata può essere interamente pignorata.

Nessun commento:

Articoli più letti negli ultimi 30 giorni