24 febbraio 2016

Detrazioni Fiscali per Stufe e Termocamini: Ecobonus per Installazione Generatori a Biomasse

Le detrazioni Irpef per gli interventi volti al risparmio energetico rientrano anche termocamini e stufe: ecco come ottenere gli sconti fiscali - Se state pensando di comprare un nuovo impianto per il riscaldamento di casa, potrebbe interessarvi la possibilità di usufruire dell'ecobonus al 65% per l'installazione dei generatori a biomasse: acquistando un termocamino o una stufa potete recuperare il 65% della spesa in 10 anni inserendola in dichiarazione dei redditi. Scopriamo quando spettano queste detrazioni fiscali che la Legge di Stabilità ha prorogato anche per il 2016.

Innanzitutto bisogna chiarire cosa si intende quando si parla di generatore a biomasse. Le norme italiane, riprendendo quelle europee, definiscono biomassa la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui derivanti dall'agricoltura, comprese le sostanze animali e vegetali, e dalla silvicultura e dalle produzioni connesse, incluse pesca e acquacoltura, le potature e gli sfalci provenienti dal verde urbano ed inoltre la parte biodegradabile dei rifiuti urbani e industriali. Le biomasse si possono usare per rifornire gli impianti che generano calore o elettricità, quindi si possono utilizzare per gli impianti per il riscaldamento o la produzione di acqua calda sanitaria tra i quali rientrano stufe e termocamini. Installando questi impianti si potranno ottenere gli sconti fiscali in dichiarazione dei redditi inserendo l'importo relativo ai costi sostenuti per l'acquisto e l'installazione nella sezione risparmio energetico. I combustibili da utilizzare in questa tipologia di impianti sono le biomasse legnose quali il pellet, legno sminuzzato e legna da ardere in ciocchi.

Detrazioni Irpef per risparmio energetico per l'installazione di stufe e termocamini: quando spettano

Sostituendo l'impianto termico con un generatore alimentato a biomasse o sostituendone uno vecchio con il nuovo, si ottengono quindi le detrazioni fiscali al 65% per l'ecobonus ovvero sarà possibile detrarre dall'Irpef dovuta una quota pari a tale percentuale, e recuperare una spesa massima di 30.000 Euro all'anno per massimo 10 anni. Segnaliamo che la detrazione Irpef spetta solo se termocamini e stufe vengono installati in una casa già esistente e dotata di un impianto di riscaldamento.

Documenti da conservare per ottenere le detrazioni fiscali al 65%

Per poter usufruire delle detrazioni Irpef in dichiarazione dei redditi bisogna conservare alcuni documenti: il contribuente è tenuto a conservare le fatture dei pagamenti e l'asseverazione di un tecnico abilitato. I pagamenti devono necessariamente essere effettuati con un bonifico parlante ovvero un bonifico sul quale viene operata una ritenuta dell'8% da parte di banche o poste e nel quale devono essere indicati il codice fiscale del contribuente, il C.F. o la Partita Iva del rivenditore o del tecnico, il numero di fattura o delle fatture e la relativa data, ed infine ma non meno importante il riferimento di legge che deve essere indicato nella causale. L'asseverazione è invece un documento che può essere rilasciato solo da un tecnico abilitato, nel quale sono certificati i requisiti tecnici dell'impianto così come richiesto dalle normative.
Termocamini e stufe danno diritto all'ecobonus in dichiarazione dei redditiNel dettaglio il generatore a biomasse deve garantire un rendimento minimo non inferiore all'85%, rispettare le norme locali per il generatore e la biomassa e rientrare nelle classi di qualità A1 e A2.

Procedura da seguire per ottenere la detrazione fiscale per il generatore a biomasse

Come per tutti i lavori legati agli interventi di risparmio energetico, per inserire l'importo della spesa sostenuta in dichiarazione dei redditi occorre presentare una comunicazione all'Enea: leggete la nostra guida per tutti i dettagli. Una volta effettuato l'invio telematico, è necessario conservare la copia della scheda informativa riguardante i lavori effettuati che deve essere firmata dal tecnico o dal contribuente che intende usufruire della detrazione Irpef. Oltre alla scheda bisogna conservare anche la ricevuta dell'invio all'Enea ovvero il codice CPID che rappresenta la prova del corretto invio della pratica.

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