21 dicembre 2015

Sconto Tasi e Imu per Casa in Comodato d'Uso Gratuito a Figli o Genitori: Istruzioni e Registrazione Contratto

Sconto Tasi e Imu per immobili in comodato d'uso gratuito a figli e genitori, ma bisogna registrare il contratto - Con la Legge di Stabilità 2016, il governo Renzi ha abolito la Tasi sulla prima casa ed ha introdotto altre agevolazioni, tra cui una riduzione al 50% di Imu e Tasi sulla seconda casa se l'immobile è dato in comodato d'uso gratuito abitativo a figli o genitori. Bisogna però che il contratto sia stato registrato per tempo, cioè entro il 1 marzo 2016. Vediamo dunque come si ottiene questa agevolazione, per altri cambiamenti introdotti dal governo leggete la guida Tasse sulla Casa e Sgravi Fiscali: Novità Legge di Stabilità 2016.

L'esenzione spetta per una sola casa e il proprietario ottiene lo sgravio fiscale se possiede un secondo immobile adibito ad abitazione principale nello stesso Comune: in altre parole l'immobile in cui si abita e quello concesso in comodato d'uso gratuito devono essere nella stessa città. Inoltre vale solo per comodato d'uso gratuito ai familiari in linea retta entro il primo grado. In sintesi si consente di pagare il 50% di Imu e Tasi per l'abitazione data in comodato gratuito a figli e genitori, a patto che si trovi nello stesso Comune nel quale si ha la residenza e che non si abbiano altri immobili concessi in comodato. Per usufruire dello sconto del 50% su Imu e Tasi è necessario inoltre che i familiari trasferiscano la residenza anagrafica e la dimora nella casa in comodato. In pratica si ottengono le tasse dimezzate sulla casa concessa in comodato d'uso gratuito al figlio o al genitore a patto che l'adibiscano ad abitazione principale.

Per arginare possibili evasioni fiscali sono stati apposti dei paletti al provvedimento restringendo la platea che potrà sfruttare l'agevolazione: il proprietario può concedere ad un figlio o ai genitori un immobile sul quale pagherà il 50% di Tasi e Imu non classificato come villa o castello e il contratto di comodato deve essere registrato. Il comodato d'uso gratuito è un contratto valido anche in forma verbale, ma in questo caso occorre che sia in forma scritta e registrata presso un qualsiasi sportello dell'Agenzia delle Entrate, non è quindi necessario recarsi presso l'ufficio nel quale è ubicato l'immobile.


Come registrare un contratto in comodato d'uso gratuito

Per registrare il contratto è necessario seguire il seguente procedimento:
  1. versare in banca l'imposta di registro di 200€ tramite il modello F23
  2. acquistare marche da bollo da 16€ da applicare sulle copie dei documenti da registrare: serve una marca da bollo per ogni foglio composto da quattro facciate scritte
  3. presentarsi allo sportello dell'Agenzia delle Entrate con due copie del contratto sottoscritte e in originale
  4. compilare il modello 69 relativo alla domanda di registrazione del contratto: il modello può essere richiesto e compilato direttamente nell'ufficio delle Entrate
  5. la registrazione deve avvenire entro il 1 marzo 2016 per avere lo sconto Imu e Tasi, ma attenzione perchè di base ci sono tempi più stretti riguardanti la forma scritta del contratto di comodato d'uso gratuito, quindi fate il prima possibile
Allo sportello dell'Agenzia delle Entrate può presentarsi anche un delegato delle parti: in questo caso è necessario consegnare al funzionario delle Entrate la fotocopia dei documenti di identità del comodante e del comodatario.

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