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Fisco, Nuove Sanzioni Tributarie: Strumenti a Disposizione del Contribuente

giovedì 10 marzo 2016 Aggiornato il:

Strumenti a disposizione del contribuente per pagare le tasse in ritardo - Quando si è in debito con il Fisco è possibile ricorrere a diversi strumenti per sanare la propria posizione e versare le tasse ancor prima che l'Amministrazione finanziaria proceda con gli accertamenti. In questo articolo scopriamo vantaggi e svantaggi di alcuni utili strumenti quali ravvedimento operoso, autotutela, acquiescenza, adesione, mediazione, definizione agevolata sanzioni e conciliazione. Qual'è la scelta migliore? Dipende dalla situazione del singolo contribuente: ecco alcuni utili consigli per trovare lo strumento finanziario più adatto.

Ravvedimento operoso: quando conviene o non conviene

Il ravvedimento operoso conviene quando quando durante una verifica, il Fisco accerta un'inadempienza difficilmente contestabile quale la deduzione di una spesa non documentata o non attinente, infatti in questo caso si può presentare una dichiarazione integrativa e pagare l'imposta dovuta più la sanzione ridotta di 1/5 del minimo, ancora prima che venga emesso l'avviso di accertamento o l'avviso bonario.

Il ravvedimento operoso non conviene se l'omesso versamento comporta una maggiore tassa non superiore al 3% rispetto a quanto dichiarato, nel limite di 30.000 euro.

Acquiescenza: vantaggi e svantaggi

Il contribuente può ricorrere all'acquiescenza dell'atto impositivo qualora non siano presenti evidenti possibilità di difesa e, in particolar modo, in caso di lievi infedeltà e/o violazioni della stessa tipologia commesse nei 3 anni precedenti. Lo strumento conviene in quanto consente di versare le sanzioni anche a rate e mediante compensazione che devono essere corrisposte nella misura del 1/3, inoltre consente di evitare l'aumento automatico delle sanzioni fino al 50% se sorgono aggravanti.

È meglio non ricorrere all'acquiescenza quando il contribuente ha dei buoni motivi sommati a giustificazioni comprovate, per contestare, parzialmente o in toto, la richiesta del Fisco. Con questo strumento non si possono né impugnare l'atto impositivo di fronte alla Commissione Tributaria né invocare l'accertamento con adesione. Inoltre, non conviene fare acquiescenza se le sanzioni sono applicate in misura superiore al minimo in quanto la riduzione di 1/3 si calcola sulle sanzioni

Mediazione: quando conviene o non conviene

È opportuno ricorrere alla mediazione o aderirvi se richiesta dall'Ufficio nel momento in cui facendo ricorso, alla luce delle violazioni accertate e delle motivazioni esibite nell'atto impositivo, difficilmente si potrebbe vincere. Qualora si raggiunga un accordo con il Fisco sarà possibile pagare le tasse beneficiando del ricalcolo della maggiore imposta e delle relative sanzioni le quali saranno ridotte in misura pari al 35% del minimo ed inoltre il contribuente può pagare gli importi dovuti anche a rate.

Si consiglia di non accettare la mediazione qualora ci siano buone possibilità di riuscire a fare annullare dal giudice tributario l'atto impositivo, a fronte di prove certe con le quali si può dimostrare che non vi è stata violazione e/o consolidato orientamento giurisprudenziale di legittimità e di merito il quale, in questi casi, si è espresso sulla illegittimità dell'accertamento. La mediazione non conviene qualora vi siano state violazioni della stessa tipologia in più anni fiscali.


Istanza di autotutela: vantaggi e svantaggi

I vantaggi dell'autotutela: vi si può ricorrere qualora siano presenti evidenti errori di calcolo o altre inesattezze semplicemente riconoscibili dallo stesso Ufficio, infatti in questo caso il contribuente ha forti possibilità di ottenere un annullamento parziale o totale dell'atto impositivo senza dover versare le spese relative al contenzioso tributario. Se l'atto viene parzialmente annullato si può sempre ottenere una riduzione delle sanzioni nella misura di 1/3.

Svantaggi dell'autotutela: il contribuente non dovrebbe presentare istanza di autotutela quando non sono presenti evidenti errori di calcolo commessi dall'Ufficio: la presentazione dello strumento fiscale non consente di sospendere sia il termine per la riscossione sia quello per il ricorso. Di conseguenza l'atto impositivo diventa definitivo.

Adesione quando conviene o non conviene

Il contribuente può ricorrere all'istanza di accertamento con adesione quando ritiene di poter convincere l'Ufficio a ricalcolare l'importo dovuto. Se viene raggiunto l'accordo si può beneficiare del ricalcolo delle maggiori imposte e sanzioni con riduzione di queste ultime nella misura pari ad 1/3 del minimo. Anche in questo caso il contribuente può pagare il dovuto a rate e tramite compensazione; inoltre si evitano aumenti delle sanzioni in caso di aggravanti.

Non conviene utilizzare lo strumento dell'adesione quando non si hanno valide giustificazioni per richiedere un ricalcolo delle imposte e relative sanzioni dovute o qualora si voglia beneficiare solo della sospensione pari a 90 giorni per il termine del ricorso al fine di non incorrere, in caso di impugnazione, nella dichiarazione di inammissibilità.


Conciliazione: vantaggi e svantaggi

Fisco, Nuove Sanzioni Tributarie: Strumenti a Disposizione del ContribuenteLa conciliazione si può non accettare qualora vengano individuate incertezze riguardo l'esito del processo tributario o in caso di soccombenza parziale. Infatti qualora si raggiunga un accordo si otterrebbe il ricalcolo di tasse e sanzioni: quest'ultime verrebbero ridotte nella misura del 40% del minimo (conciliazione raggiunta entro il giudizio di primo grado) o del 50% del minimo (conciliazione raggiunta entro il giudizio di secondo grado).

Non è conveniente aderire alla conciliazione giudiziale se non viene ravvisato un beneficio economico, anche in seguito degli effetti che si otterrebbero sui contributi previdenziali, e siano presenti ragioni fondate per procedere con il contenzioso tributario. In tal caso, infatti, in assenza di condizioni favorevoli e convenienti, non si tratterebbe di una semplice prosecuzione del processo tributario. Perciò, il giudice non potrà addebitare le spese del giudizio alla parte che ha rifiutato.

Definizione agevolata sanzioni: quando conviene o non conviene

Il contribuente può definire a quanto ammontano le sanzioni che deve versare al Fisco beneficiando della riduzione del 1/3 delle sanzioni qualora le stesse siano state determinate nella misura minima e gli importi non siano elevati. La definizione agevolata delle sanzioni non consente di versare a rate il dovuto. Se l'esito del giudizio è incerto e l'Ufficio ha applicato correttamente la pena, l'istituto in oggetto conviene.

Non conviene ricorrere all'istituto della definizione agevolata delle sanzioni qualora le circostanze indichino che il giudice tributario potrebbe ridurre le stesse: questo può avvenire in seguito ad un'apposita richiesta di ricorso come per esempio in caso di sanzione sproporzionata rispetto alla violazione commessa. Inoltre bisogna ricordarsi che in caso di esito favorevole del giudizio sull'imposta accertata, non viene rimborsato quanto versato.

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