11 luglio 2017

Bonus per Pagare Asilo Nido o Baby Sitter: Chi Può Chiederli, Importo e Come Fare Domanda

Aiuti ai genitori: bonus per pagare l'asilo nido, servizi di baby sitter o di supporto domestico, dal 17 luglio 2017 si può fare domanda.
I bonus per pagare l'asilo nido o la baby-sitter disponibili in Italia sono due e non si possono cumulare tra loro: il primo, creato nel 2012 e successivamente confermato con modifiche, è alternativo al congedo parentale perchè specificatamente dedicato alle madri lavoratrici dipendenti e autonome e può essere usato per pagare la retta dell'asilo nido o altro servizio di baby-sitting (la baby sitter insomma), mentre il secondo è stato introdotto con la Legge di Stabilità 2017, vale per i bimbi nati o adottati dal 1 gennaio 2016 e non richiede che si rinunci al congedo parentale perchè comunque disponibile anche per chi non lavora; inoltre prevede che per i bimbi affetti da patologie croniche che non possono andare all'asilo sia usato per pagare altre forme di supporto domestico. In entrambi i casi si va ad esaurimento fondi, quindi gli interessati facciano richiesta appena possibile (l'anno scorso terminarono già ad agosto), ma ci sono sostanziali differenze di erogazione ed utilizzo: li spieghiamo nel dettaglio in questa guida, cominciando col primo dei due.

Il bonus bebè – voucher baby sitter o asilo nido è un aiuto alle famiglie con bambini la cui madre voglia tornare al lavoro: si può domandare al termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio per gli 11 mesi seguenti (nel senso che la domanda può essere fatta entro la fine degli 11 mesi seguenti il congedo obbligatorio). Le lavoratrici dipendenti devono avere diritto al congedo parentale facoltativo e non averlo ancora sfruttato, oppure sfruttato solo in parte ma vogliano tornare al lavoro: in tal caso il bonus sarà determinato in proporzione al periodo di congedo facoltativo non usufruito (e all'orario di lavoro, cioè se part-time o full-time).

Chi può domandare il bonus bebè per asilo nido o baby sitter - Possono richiedere il voucher maternità queste categorie di lavoratrici:
  • lavoratrici dipendenti del settore privato o del settore pubblico
  • parasubordinate
  • libere professioniste iscritte alla gestione separata INPS
  • la Legge di Stabilità 2016 estende in via sperimentale il bonus anche alle lavoratrici autonome ma perchè sia attivo concretamente si è dovuto attendere l'apposito decreto attuativo e la circolare INPS n° 216 del 12 dicembre 2016
Attenzione: il bonus decade al cessare del rapporto di lavoro (messaggio INPS n° 5805/2015).

Lavoratrici che non possono domandare il bonus asilo nido o baby sitter:
  • lavoratrici domestiche, a domicilio
  • lavoratrici in fase di gestazione le madri lavoratrici che, relativamente al figlio per il quale intendono richiedere il beneficio, usufruiscono dei benefici del fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità
  • le madri lavoratrici che, relativamente al figlio per il quale intendono richiedere il beneficio, risultano esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati convenzionati
  • disoccupate
Durata e importo del voucher baby sitter o asilo nido diversi per lavoratrici dipendenti o autonome - Chi rinuncia al congedo parentale (la "maternità facoltativa") può domandare questo voucher maternità introdotto dalla Riforma Fornero ma entrato a regime nel 2013, quando erogava 300 euro al mese; ora invece si è passati ad un massimo di 600 euro al mese per sei mesi, quindi un limite di 3600 euro per le madri lavoratrici dipendenti full time che rinunciano del tutto al congedo parentale. Il voucher mamme lavoratrici per autonome, introdotto con la Legge di Stabilità 2016, è al massimo per tre mesi, dunque per un importo non oltre i 1800 euro totali (limite dei 600 euro al mese anche in questo caso).

La base per calcolare quanto spetta di voucher maternità sono i mesi di concedo parentale ai quali la madre rinuncia, considerando comunque solo i mesi interi (le frazioni vanno sommate fino a raggiungere 30 giorni, se meno si perdono). Considerate poi che il limite individuale di congedo parentale per le lavoratrici è di 6 mesi, ma per il calcolo dei mesi complessivi si deve tenere conto di quelli di congedo parentale eventualmente usufruiti dal padre.

IMPORTANTE: le lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS possono avere un bonus per massimo tre mesi, le lavoratrici part-time hanno diritto ad un bonus in proporzione all'orario di lavoro
TABELLA DEGLI IMPORTI DEL VOUCHER MATERNITÀ IN BASE AI MESI DI CONGEDO NON USUFRUITI E ORARIO DI LAVORO
bonus per pagare l'asilo nido o la baby sitterCome domandare il bonus per asilo nido o baby sitter - Il voucher baby sitter o asilo nido si deve richiedere all'INPS tramite procedura on line (è dunque necessario avere già a disposizione il PIN dispositivo INPS), presentando anche la dichiarazione del reddito ISEE sempre per via telematica o tramite un CAF. Le procedure sono aperte fino al 31 dicembre 2018 e si va ad esaurimento fondi, pari a 40 milioni di euro per il biennio 2017/18 (nel 2016 i fondi finirono già ad agosto).

I dati necessari per la domanda di bonus asilo nido o baby sitter: dati anagrafici del bambino (in ogni caso) – data di adozione, di ingresso in famiglia nel caso di adozione/affidamento (se internazionale anche la data di ingresso in Italia ed i dati relativi alla trascrizione del provvedimento di adozione internazionale) - data dell'ultimo giorno di congedo di maternità - numero di mesi di congedo parentale eventualmente sfruttati dalla madre - dati del datore di lavoro - dati sul proprio contratto di lavoro (tipo di contratto, orario full time o part time...) - dati anagrafici del padre e tipo di rapporto di lavoro del padre - codice fiscale del datore di lavoro del padre - periodi di congedo parentale eventualmente fruiti dal padre. Nella procedura va inoltre specificato quale tipo di contributo si vuole ricevere (contributo economico per la retta dell'asilo nido pubblico o privato, indicando il nome della struttura per l’infanzia presso cui ha effettuato l’iscrizione del bambino, oppure i voucher per pagare la baby sitter) ed il periodo di fruizione del beneficio, in più l'espressa dichiarazione di rinuncia al congedo parentale.

Si può domandare il bonus bebè anche per più figli, presentando domande separate e se ricorrono i requisiti per ognuno di essi.

Il contributo viene erogato direttamente all'asilo nido, che deve essere tra quelli presenti nell'elenco INPS delle strutture accreditate (le madri-lavoratrici devono verificare, prima della domanda, che la struttura a cui vorrebbero affidare i figli sia in questa lista)

In alternativa viene dato ogni mese un voucher nella forma di buono-lavoro per pagare una baby-sitter: fino al 31 dicembre 2017 occorre fare la procedura online dal sito dell'INPS perchè il Ministero del Lavoro ha specificato che solamente per l'erogazione di questo bonus si possono ancora domandare i voucher INPS (buoni lavoro) che sono stati aboliti per tutto il resto dal 25 marzo 2017. A partire dal 1 gennaio 2018 invece il bonus verrà erogato sul Libretto Famiglia (nuovo voucher per prestazioni occasionali), che comunque è già disponibile per pagare la baby sitter se non si usufruisce del bonus.
Ribadiamo che i due bonus, quello appena descritto e il successivo, non sono cumulabili tra loro. Però è possibile cumularli col bonus bebè nuovi nati e con l'assegno di maternità dell'INPS o del Comune a seconda dei casi. Non ci sono preclusioni a ricevere anche il nuovo bonus Mamma Domani, che comunque va richiesto entro un anno dal parto se avvenuto nel 2017, oppure se nel 2017 si era in gravidanza arrivando a concludere tutto il settimo mese, oppure se si ha preso in adozione o in affidamento un bimbo/una bimba.
Nuovo bonus da 1000 euro l'anno per pagare l'asilo nido: chi può chiederlo e per cosa - Questo secondo aiuto ai neogenitori è stato introdotto con la Legge di Stabilità 2017, anno per il quale sono messi a disposizione 144 milioni di euro, mentre per sono stati stanziati circa 300 milioni all'anno per i seguenti fino al 2020. Anche in questo caso si va però ad esaurimento fondi annuale, dunque chi interessato faccia domanda il prima possibile (come specificato più sotto, si può fare domanda dal 17 luglio 2017).

A differenza del primo bonus, questo non è solo per lavoratrici ma per ogni neogenitore e non viene richiesto di rinunciare al congedo parentale, ma come il primo non richiede che non si superi una certa soglia di reddito. Può essere richiesto da uno qualsiasi dei genitori (uno solo ovviamente) per tutti i bimbi nati o adottati dal 1 gennaio 2016 e può essere solo utilizzato per il pagamento della retta di un asilo nido pubblico o privato.

NB - Per i bimbi al di sotto dei tre anni affetti da patologie croniche che non possono andare all'asilo, il bonus deve essere usato per il pagamento di altre forme di supporto presso l'abitazione.

Importo e durata del nuovo bonus per pagare l'asilo nido o supporto in casa e come fare domanda - Vengono erogati ogni mese 90.90€ per 11 mesi, dunque un totale di 1000€ all'anno, per ogni bimbo per il quale viene richiesto. La durata massima è di tre anni per ogni bimbo e può essere richiesto dalla nascita fino al massimo il compimento dei 3 anni.

La domanda va fatta esclusivamente online sul sito dell'INPS (dunque anche in questo caso occorre avere il Pin dispositivo) o dal call center INPS (numero 803 164 da rete fissa, 06 164 164 da rete mobile) oppure tramite Caf e patronati, dalle ore 10 del 17 luglio 2017 e fino alle 23,59 del 31 dicembre 2017. Tra i documenti necessari occorre allegare quella relativa all'iscrizione presso l'asilo nido pubblico o privato ed il pagamento della retta*, mentre per i bimbi affetti da gravi patologie croniche che necessitano di supporto domestico occorre allegare un'attestazione rilasciata dal pediatra di libera scelta attestante l'impossibilità di frequentare gli asili nido per l'intero anno di riferimento. La domanda va presentata ogni anno. Occorre anche compilare il Modello SR 163 per i pagamenti INPS in quanto il pagamento avviene tramite bonifico su conto corrente, libretto postale o carta-conto con Iban.

*Aggiornamento 11 luglio 2017 - L'INPS specifica quanto segue:
  • Frequenza scolastica del minore nel periodo gennaio-luglio 2017 (anno scolastico 2016/2017): il genitore richiedente dovrà indicare gli estremi della documentazione attestante l’avvenuto pagamento delle rette per la fruizione dell’asilo nido pubblico o privato autorizzato prescelto e dichiarare che il minore è già iscritto per l’anno scolastico 2017/2018
  • Minore iscritto per la prima volta all’asilo nido a decorrere da settembre 2017 (anno scolastico 2017/2018): la presentazione della domanda sarà possibile solo nel caso in cui sia fornita prova dell’avvenuta iscrizione e del pagamento almeno di una retta di frequenza, oppure dell’avvenuto inserimento in graduatoria del bambino

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