15 marzo 2018

ISEE: Calcolo e Compilazione DSU, a Cosa Serve

Documenti necessari per il calcolo dell'ISEE e la compilazione della DSU (Dichiarazione Unica Sostitutiva), quali modelli ISEE ci sono e a cosa servono, le voci di reddito che si considerano per il calcolo - guida aggiornata per il 2018
In questa guida riportiamo le istruzioni sull'ISEE, in particolare su quali redditi rientrano nel calcolo dell'ISEE e i documenti da presentare per il Modello ISEE 2018, o meglio per i diversi Modelli ISEE visto che ce ne sono più di uno, a seconda delle situazioni per le quali si ha bisogno della certificazione dell'Indicatore Situazione Economica Equivalente. Questa guida è aggiornata alla novità 2018 dell'ISEE precompilato, alle novità introdotte lo scorso anno sulla compilazione della DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica che serve per avere la certificazione dell'ISEE da parte dell'Inps, e a quelle precedenti sulle varie voci di reddito che rientrano nel calcolo dell'ISEE.

Modelli ISEE e a cosa servono - Con l'ISEE si valuta la situazione economica del nucleo familiare (quindi anche di quello composto da una sola persona) considerando varie voci reddituali. Col calcolo dell'ISEE, che è sempre rapportato al numero di componenti del nucleo familiare al momento della presentazione della domanda, considerando anche situazioni di presenza di disabili, figli minori, disoccupati, si viene inseriti in una specifica fascia di reddito che consente o meno l'accesso a vari aiuti e sostegni economici, ma anche che serve al pagamento di varie tasse e imposte, ad esempio quelle universitarie. Per questo ci sono diversi modelli ISEE:
  • ISEE standard o ordinario: con questa certificazione si tiene conto dei redditi di tutti  i componenti della famiglia ovvero tutti i parenti che risultano inseriti nello Stato di Famiglia. Si usa nelle situazioni più semplici, ovvero, quando nel nucleo familiare non sono presenti disabili, studenti universitari, genitori non coniugati e non conviventi o quando non devono essere richieste prestazioni socio sanitarie e serve per ottenere le agevolazioni fiscali a livello locale (Imu, Tari) e per le prestazioni sociali (bonus sociale gas e bonus sociale elettricità)
  • ISEE Corrente: già da due anni è stata introdotta la possibilità di certificare i redditi reali al momento della presentazione della certificazione. Questo modello è utile per chi ha perso il lavoro durante l'anno, in caso di licenziamento o cassa integrazione o fine contratto ma anche per gli autonomi che hanno cessato l'attività: in questo modo può aggiornare il reddito dichiarato con la DSU
  • ISEE integrativo: è il modello che serve in caso di errori nell'ISEE, per richiedere la rettifica dell'ISEE sbagliato ed il suo ricalcolo
  • ISEE Minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi: prende in considerazione la condizione economica del genitore non convivente per scoprire se incide e in quale misura sull'Isee del nucleo familiare del figlio e serve per le prestazioni agevolate rivolte ai figli
  • ISEE Università: questa sezione del modello consente di stabilire la misura delle tasse universitarie per l'iscrizione e delle borse di studio: si tiene conto dei redditi del nucleo familiare anche per studenti che non risultano nello Stato di Famiglia. Inoltre se lo studente è sposato si deve tenere conto dei redditi del coniuge. Nell'ISEE c'è anche la Casella nel Quadro C del modulo MB2 che deve essere compilata dagli studenti universitari con unico genitore separato, al fine di valutare economicamente la casistica in cui sia presente un solo genitore
  • ISEE Sociosanitario-Residenze: la certificazione si può basare su un nucleo famigliare ristretto, ma tiene conto dei redditi complessivi dei figli del beneficiario anche se non sono inclusi nel nucleo famigliare e serve per i ricoveri di persone non autosufficienti e comunque non assistibili a domicilio, presso strutture semiresidenziali o residenziali
  • ISEE Sociosanitario: con il questo modello ISEE si facilita l'accesso alle prestazioni di assistenza a domicilio per persone disabili e/o non autosufficienti, individuando l'esatta composizione del nucleo famigliare del soggetto assistito
Documenti necessari per la DSU per la domanda di ISEE - Chi necessita della certificazione ISEE deve prima compilare la DSU - Dichiarazione Sostitutiva Unica: può farlo da solo e inviarla poi all'INPS tramite il servizio online presente nel sito dell'ente (in tal caso serve il Pin dispositivo INPS per le operazioni online), o consegnarla all'ente che eroga la prestazione sociale agevolata o
al Comune; oppure ci si può avvalere dell'assistenza di un Caf, portando tutti i documenti necessari tra cui dichiarazione dei redditi, certificazione unica, giacenza media del conto corrente, contratto di affitto... (vedasi più sotto per i dettagli), per farsi compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica che poi il Caf invierà all'INPS per la convalida, che entro 10 giorni rilascia la certificazione ISEE richiesta.

Per ottenere l'ISEE ordinario è sufficiente la DSU Mini, ovvero quella "base" con i principali dati richiesti, per gli altri modelli ISEE occorre presentare DSU integrata con specifici dati a seconda della situazione.

Ricordiamo che dal 1 settembre 2018 sarà obbligatorio l'ISEE precompilato.

Questi i documenti necessari per la richiesta di certificazione ISEE, ovvero i documenti da portare al Caf per la compilazione della DSU per verificare i redditi che rientrano nel calcolo dell'ISEE:
  • Dichiarazioni dei redditi: modello 730 o Unico PF, modello Cu (nuova certificazione unica) e qualsiasi altra certificazione attestante i redditi percepiti
  • I lavoratori autonomi devono portare il valore del patrimonio netto dell’ultimo bilancio presentato.
  • Se si è in affitto, il contratto di locazione regolamento registrato all’Agenzia delle Entrate
  • Documenti attestanti il patrimonio immobiliare riferito al 31/12/2017: per fabbricati, terreni agricoli o aree edificabili il certificato catastale, l'atto di compravendita o successione, per acquisto o costruzione di immobili di proprietà la certificazione quota capitale residua del mutuo, pe immobili detenuti all’estero il valore ai fini IVIE
  • Documenti attestanti il patrimonio mobiliare fino al 31/12 dell’anno precedente la compilazione della DSU: saldo al 31 dicembre dell'anno precedente di conto corrente e carte prepagate con Iban, titoli di stato, obbligazioni, azioni, BOT, CCT, buoni fruttiferi, fondi d’investimento
  • Portatori di Handicap: tutta la documentazione medica attestante la disabilità e certificazione delle eventuali spese pagate per l’assistenza personale e/o per il ricovero presso strutture residenziali
  • Autoveicoli ed imbarcazioni da diporto: targa auto e/o moto superiore a 500cc; documenti navi ed imbarcazioni da diporto
  • Ovviamente il codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare e il documento d’identità del dichiarante
Parte dei dati della DSU sono autodichiarati (quelli relativi ai documenti di cui sopra), altri sono acquisiti dall’Agenzia delle Entrate (quelli relativi al reddito complessivo ai fini Irpef) e dall'INPS (trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, erogati dall’INPS per ragioni diverse dalla condizione di disabilità e non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF). Per le informazioni autodichiarate, il soggetto che compila la DSU si assume la responsabilità, anche penale, di quanto dichiarato.

istruzioni per calcolo iseeRedditi per il calcolo dell'ISEE - Per il calcolo dell'ISEE non vengono più considerate solo le voci da reddito Irpef ma tutte le entrate e il patrimonio della famiglia: le borse di studio, i conti deposito e altre attività finanziarie (che vengono considerate prendendo a riferimento i tassi dei Titoli di Stato decennali), gli assegni familiari, per chi ha una casa che dà in affitto gli eventuali introiti assoggettati a cedolare secca, il patrimonio immobiliare, auto e moto (oltre i 500 cc) e imbarcazioni. Invece gli assegni di mantenimento a coniuge e figli in caso di separazione o divorzio non sono più conteggiati. Nel dettaglio:
  • redditi Irpef
  • tutti i redditi tassati con regimi sostitutivi o a titolo di imposta (contribuenti minimi, cedolare secca sugli affitti, premi di produttività...)
  • tutti i redditi esenti e quindi anche tutti i trasferimenti monetari ottenuti dalla Pubblica Amministrazione (assegni al nucleo familiare, pensioni di invalidità, assegno sociale, indennità di accompagnamento...)
  • redditi figurativi degli immobili non locati e delle attività mobiliari
Da questi dati viene calcolato l'ISE (valore assoluto dato dalla somma dei redditi e del 20% dei patrimoni mobiliari e immobiliari dei componenti il nucleo familiare); per ottenere l'ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente) l'ISE viene poi rapportato a un parametro che dipende dal numero dei componenti il nucleo familiare, ulteriormente maggiorato se ci sono invalidi, figli minori, più di tre figli, oppure se uno o entrambi i genitori siano senza lavoro. Questo ovviamente per favorire le situazioni più difficili.

Deduzioni di reddito per il calcolo dell'ISEE - Queste le voci di spesa da dedurre dal reddito ISE ai fini del calcolo ed i "bonus" per lavoratori e pensionati:
  • affitto casa: sale da 5.165 a 7.000 euro, l'importo massimo della spesa l'affitto registrato che può essere portato in deduzione
  • 500 euro ogni figlio convivente dopo il secondo
  • costi per la disabilità: si classificano le diverse definizioni di disabilità, invalidità e non autosufficienza accorpandole in tre distinte classi: disabilità media, grave, e non autosufficienza
Guida utile: Come Ridurre il Reddito ISEE Legalmente: 3 Metodi (Risultati Non Garantiti)
Il patrimonio immobiliare viene considerato con il valore ai fini IMU e non più ICI come anni fa, quindi più alto, e con franchigia ridotta; inoltre si considera anche il patrimonio immobiliare all'estero con trattamenti diversificati per prime e seconde case.

Tra le ultime novità per il calcolo del reddito ISEE (dal 2015) troviamo l'obbligo di inserire tra i rapporti finanziari le carte di credito prepagate con Iban. Praticamente le carte prepagate con codice Iban vengono equiparate agli ordinari conti correnti bancari o postali: riguardo queste carte la banca o l'istituto di credito che le emette deve trasmettere all'Anagrafe dei Rapporti Finanziari i dati relativi alla giacenza media, al fine di indicarla nell'Isee. Occorre comunicare il saldo di inizio e fine anno, tutte le operazioni in entrata e in uscita e la giacenza media annua. Se l'Istituto di credito non fornisce la giacenza media della carta con Iban, allora il contribuente deve determinarla seguendo questa procedura:
  • somma di tutte le entrate annuali reperite nell'estratto conto annuale, relativamente a ogni rapporto
  • divisione del totale per 365
Una sentenza del Tar del Lazio confermata dal Consiglio di Stato ha obbligato nel giugno 2016 il governo Renzi a intervenire per eliminare dal reddito disponibile per il calcolo dell'ISEE le somme derivanti da indennità di accompagnamento, le pensioni di invalidità (sia totale che parziale), l'indennità di frequenza, le indennità relative alla cecità e sordità, i contributi per l'assistenza indiretta, vita indipendente, gli assegni di cura, i contributi per l'abbattimento delle barriere architettoniche o per l'acquisto di prodotti tecnologicamente avanzati o per il trasporto personale, esenzioni e/o agevolazioni per il pagamento di tributi, le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi, nonché le erogazioni di buoni servizio e/o voucher che svolgono la funzione di sostituzione di servizi.

In altre parole, come precisa il decreto 146 del Ministero del Lavoro:
si esclude dalla nozione di reddito disponibile dei trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari (incluse le carte di debito) percepiti in ragione della condizione di disabilità, qualora essi siano esclusi dal reddito imponibile IRPEF... nel Quadro FC4, destinato ai "redditi e ai trattamenti da dichiarare ai fini Isee", quelli cioè che vanno prodotti dall'utente in quanto non erogati direttamente dall'Inps, occorrerà indicare solo i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari non soggetti a Irpef, esclusi quelli percepiti in ragione della condizione di disabilità [fonte: pensionioggi.it]
Inoltre è cambiato rispetto al 2015 e sempre per adeguamento alla sentenza del Tar del Lazio confermata dal Consiglio di Stato, l'applicazione di una maggiorazione dello 0.5 al parametro della scala di equivalenza per ogni membro del nucleo familiare con disabilità (prima vi erano delle riduzioni dal totale del reddito in base alle spese sostenute per la disabilità media o grave o alla non-autosufficienza): non rileva più se il disabile sia minorenne o maggiorenne.

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