30 novembre 2018

Calcolo Tasi

Istruzioni per calcolare la Tasi e chi deve pagare la tassa sui servizi indivisibili.
Tra le tante tasse sulla casa c'è la Tasi, la "tassa sui servizi indivisibili" che fa parte dell'Imposta Unica Comunale, ovvero la Iuc che include anche Imu e Tari: tutte insieme vanno versate a copertura delle spese del Comune di residenza. Per il calcolo della Tasi si deve sapere la rendita catastale dell'immobile e l'aliquota applicata dal Comune, che comunque dovrebbe inviare a domicilio un bollettino precompilato: nel caso non vi arrivi o vogliate pagare la Tasi con F24 o con bollettino postale, vi forniamo le istruzioni.
Scadenze pagamento Tasi - La tassa sui servizi indivisibili si paga in due tranche annuali, la prima di acconto va versata entro il 16 di giugno e la seconda a saldo entro il 16 dicembre (nel 2018 le due date cadono di sabato e domenica, dunque i termini diventano 18 giugno e 17 dicembre).

Vediamo ora i contribuenti che devono ancora pagare la tassa sull'abitazione principale (ovvero i proprietari di immobili signorili e di lusso nelle categorie catastali A1, A8, A9, sui quali si paga la Tasi anche se prima casa e anche l'IMU, però agevolata se abitazione principale) e come procedere con il calcolo della Tasi. Seguendo questo link potete invece trovare i codici tributo per il versamento con F24 e le istruzioni per versarla in Posta o online; se invece l'amministrazione comunale vi ha inviato a casa il bollettino precompilato, vi consigliamo di verificare con attenzione le istruzioni allegate perchè ogni Comune può deliberare diversamente a seconda delle circostanze.

Calcolo della Tasi, prima e seconda rata:
  • tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate o dall'atto di proprietà individuate le rendita catastale della casa
  • la rendita catastale va ora rivalutata del 5%: dovete moltiplicarla per 0,05 e sommare il risultato alla stessa rendita
  • la rendita catastale rivalutata va moltiplicata per il coefficiente assegnato alla categoria catastale dell'immobile: per conoscere questo dato bisogna consultare il sito dell'Agenzia delle Entrate in quanto cambia a seconda del tipo di abitazione (per quelle civili il coefficiente è 160)
  • compiuta questa operazione avrete la base imponibile
  • recuperate l'aliquota decisa dal Comune dove è sito l'immobile e moltiplicatelo per la base imponibile: compiuta questa operazione otterrete la Tasi da versare sulla prima casa per l'anno 2017 dalla quale potrete sottrarre le detrazioni eventualmente spettanti
  • dividete per due e otterrete l'importo della prima rata da pagare entro lunedì 16 giugno
Va precisato che l'aliquota per la prima rata Tasi è la stessa che è stata usata per il calcolo della seconda rata dell'anno precedente, per la seconda rata e dunque per i nuovi calcoli occorre aspettare se e quando il Comune su cui sorge l'immobile deliberi una nuova aliquota (cosa che può anche non fare, sia chiaro: in tal caso si utilizzano le aliquote usate per la prima rata).

calcolo tasiI Comuni devono pubblicare sul sito internet www.finanze.it entro il 28 ottobre 2018 le nuove aliquote per la seconda rata. Se ciò non è stato fatto, per la seconda rata Tasi 2018 si applicheranno quindi le aliquote 2017 (come per la prima rata), dunque il calcolo è facile è già fatto in quanto l'importo sarà uguale alla prima rata, se invece c'è stata la riduzione delle aliquote allora dovrete calcolare anche la riduzione per il conguaglio.

Ricordiamo inoltre che è possibile ottenere uno sconto sulla Tasi per le seconde case in comodato d'uso gratuito a figli o genitori, ma il contratto va registrato: tutti i dettagli nella guida Comodato d'Uso Gratuito ad un Familiare e Sconto Imu e Tasi.

Contribuenti tenuti al pagamento della Tasi sulla prima casa - Devono versare la Tasi anche sull'abitazione principale i proprietari di immobili signorili e di lusso destinati ad uso abitativo anche se adibiti ad abitazione principale.

Fino al 2015 una quota Tasi doveva essere pagata anche da chi abitava in affitto (la maggior parte era a carico del proprietario che pagava), dal 2016 invece è rimasta solo per i proprietari di case locate ad uso abitativo: gli inquilini non pagano più nessuna quota Tasi, che comunque non viene fatta pagare ai proprietari; in più c'è uno sconto in caso di affitto a canone concordato. Insomma, chi ha una casa che dà in affitto paga con le stesse modalità dello scorso anno, ma dovrà informarsi se sono cambiate le rendite catastali, mentre come detto le aliquote per la prima rata restano le stesse del 2016, per la seconda rata di saldo resteranno uguali o diminuiranno.