28 marzo 2019

Detrazione 50 Ristrutturazione: i Lavori che Rientrano nell'Incentivo Fiscale

I lavori di ristrutturazione edilizia straordinaria che rientrano nella detrazione, i documenti necessari e gli adempimenti burocratici da eseguire - guida aggiornata per il 2019
La detrazione per ristrutturazione edilizia è per lavori di manutenzione straordinaria, restaurazione, risanamento conservativo: la detrazione al 50% della spesa è sia per lavori realizzati in parti comuni del condominio che in singole unità immobiliari; la manutenzione ordinaria rientra nella detrazione ristrutturazione solo se su parti comuni del condominio. Vediamo nel dettaglio quali sono i lavori di ristrutturazione ammessi in detrazione, i documenti necessari ed i relativi adempimenti burocratici.

La detrazione 50% per ristrutturazione edilizia è stata prorogata fino al 31 dicembre 2019: nella dichiarazione dei redditi di quest'anno vanno inserite le spese sostenute nel 2018, mentre in quella da presentare nel 2020 andranno inserite quelle sostenute nel 2019.

Il limite di spesa su cui calcolare la detrazione ristrututrazione è fissato per singola unità immobiliare ed è pari a 96mila euro. Anche in questi casi è possibile abbinare le detrazioni per acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Quali lavori rientrano nella detrazione 50% ristrutturazione edilizia - L’articolo 3 del Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380 del 2001) definisce tali lavori come “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso”.

La norma sopracitata è stata modificata col decreto legge n. 133 - 2014 che ha ampliatato le categorie comprese nella definizione di "manutenzione straordinaria". Tra i lavori inseriti in tale categoria ammessi in detrazione troviamo:
    detrazione 50 ristrutturazione edilizia
  • realizzazione di servizi igienici
  • sostituzione degli infissi esterni
  • ristrutturazione delle scale e delle rampe
  • costruzione di scale interne
  • installazione di scale di sicurezza o di ascensori
  • sostituzione di tramezzi interni senza che vi siano modifiche relative alle singole unità immobiliari
  • creazione di muri di cinta, recinzioni e l’installazione di cancelli
  • sostituzione di solai di copertura, senza che vengano fatte modifiche alle quote di colmo o gronda
Con gli interventi di ristrutturazione edilizia che rientrano nella definizione di manutenzione straordinaria non si deve modificare la volumetria totale dell'edificio nè la destinazione d'usodello stesso (ad esempio da civile a commerciale).

Va però precisato che se non può cambiare la volumetria complessiva, i lavori di manutenzione straordinaria comprendono anche quelli per accorpamento o frazionamento delle unità immobiliari che modificano per forza di cose la superficie delle singole unità ed il carico urbanistico.

Adempimenti burocratici e documenti per la detrazione ristrutturazione edilizia di manutenzione straordinaria - Le modifiche non riguardano solo l’ampliamento della categoria dei lavori di ristrutturazione previsti all’articolo 3 del Testo Unico dell’Edilizia, ma anche l’aspetto burocratico: il legislatore ha infatti attuato delle semplificazioni in merito agli adempimenti per il frazionamento o l’accorpamento. Nello specifico è richiesta la trasmissione al Comune, anche semplicemente per via telematica, della Comunicazione di Inizio Lavori (CIL), da fare prima dell’inizio degli stessi, accompagnata dalla dichiarazione di un tecnico abilitato alla professione.

I documenti da trasmettere all’amministrazione comunale in caso di frazionamento o l’accorpamento sono:
  • l'elaborato progettuale, cioè i disegni che mettono in evidenza le modifiche che verranno apportate all’alloggio
  • la comunicazione di inizio lavori (CIL), sottoscritta da un tecnico abilitato
  • i dati identificativi dell’azienda a cui sarà affidata la realizzazione dei lavori
Una volta terminati i lavori di ristrutturazione bisogna inviare al Comune la "comunicazione di fine lavori" così che vengano in modo contestuale, aggiornate anche le variazioni catastali e l’amministrazione comunale provveda inoltre ad inviare la documentazione agli uffici di competenza dell’Agenzia delle Entrate.

Per il resto, non ci sono differenze o particolarità rispetto agli lavori di ristrutturazione edilizia: per beneficiare della detrazione, ripartita in 10 quote annuali nelle successive dichiarazioni dei redditi, bisogna specificare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali che identificano l’immobile, in più nel caso che i lavori siano effettuati dal detentore bisogna inserire inoltre gli estremi della registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione

Per poter fare richiesta degli incentivi, i lavori di ristrutturazione edilizia devono essere pagati con bonifico parlante per detrazioni fiscali in cui siano evidenziati:
  • la causale del versamento
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • il codice fiscale o la partita Iva della ditta che esegue i lavori
Il bonifico può essere bancario o postale, quando eseguito verrà inoltre effettuata una ritenuta a titolo d’acconto pari all’8%. La ricevuta del bonifico, le fatture e tutte le ricevute delle spese effettuate dovranno essere conservate ed esibite in caso di controllo.

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