13 aprile 2022

Affitto in Nero: Come Tutelarsi

L'inquilino è tutelato dall'affitto in nero con l'obbligo di registrazione del contratto di locazione.
Si ha affitto in nero quando manca la registrazione del contratto di locazione all'Agenzia delle Entrate. L'affitto è irregolare anche se registrato ma con indicato un canone di affitto inferiore rispetto a quello realmente pagato dall'inquilino. Per contrastare l'affitto in nero o non regolare c'è l'obbligo di registrazione del contratto di affitto entro 30 giorni e la possibilità per l'inquilino di richiedere le somme pagate in più al proprietario.

Affitti in nero: obbligo di registrazione del contratto di locazione

Il proprietario di casa deve obbligatoriamente registrare il contratto di locazione presso l'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni ed entro i successivi 60 giorni è tenuto a comunicare l'avvenuta registrazione all'inquilino, consegnando una copia della ricevuta della registrazione e del relativo pagamento dell'imposta. Se la casa in affitto è in un condominio, il proprietario deve comunicare anche all'amministratore l'avvenuta registrazione al fine di aggiornare l'anagrafe condominiale.

Se l'obbligo di registrare il contratto di affitto non è rispettato l'inquilino non è considerato responsabile della mancata comunicazione all'amministratore del condominio e il contratto di affitto si considera inesistente.


Questo non significa che il proprietario di casa possa automaticamente procedere con lo sfratto dell'affittuario: la normativa introdotta nel 2016 obbliga comunque il locatore a procedere per vie legali con un giudizio ordinario di occupazione senza titolo e questo procedimento giudiziario comporta tempi giuridici molto lunghi.

Affitto in nero: cosa succede se l'inquilino paga di più

Ci sono tutele per l'inquilino che paga un affitto più alto di quanto scritto nel contratto di locazione: se il proprietario di casa percepisce più di quanto scritto nel contratto, lo stesso si deve considerare nullo. Si considerano nulli sia i contratti di affitto a canone libero sia quelli a canone concordato.

Al verificarsi di questa situazione, l'inquilino può rivolgersi al tribunale per ottenere la restituzione degli importi versati in più ma deve procedere entro 6 mesi a partire dalla riconsegna della casa affittata.

In alternativa il conduttore può rivolgersi al giudice mentre vive in affitto nell'immobile, senza quindi attendere la riconsegna dell'abitazione: scegliendo questa strada si può chiedere al giudice di continuare a considerare il contratto come esistente ma l'inquilino deve pagare il canone di affitto previsto (vale sia per i contratti a canone concordato che libero).
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