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Mutui: Previsioni Tassi d'Interesse Euribor e Eurirs 2017, Effetti del QE e della Brexit

giovedì 2 febbraio 2017 Aggiornato il:

Chi ha in corso un mutuo o ha intenzione di accenderne uno, che sia a tasso a fisso o variabile, almeno per i prossimi anni non deve preoccuparsi troppi dei tassi d'interesse visto che le previsioni sull'andamento di Euribor e Eurirs [aggiornate al 2 febbraio 2017] sono decisamente positive ed entrambi gli indici dovrebbero restare a livelli minimi almeno per i prossimi due/tre anni, addirittura alcuni analisti osano dire anche oltre [in data 29 febbraio 2016 l'Eurirs 1 anno è andato sottozero, come l'Euribor 1-3-6 mesi, in negativo dal 2015], nonostante l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea (tecnicamente ci vorrà ancora del tempo essendo il referendum solo consultivo e non si escludono sorprese, seppur non molto probabili). Certo si tratta sempre di previsioni ma basate sugli attuali scenari economici: a meno di choc improvvisi e imprevedibili, i tassi d'interesse dei mutui rimarranno convenienti. La situazione economica europea e mondiale è caratterizzata da un'inflazione bassissima, ai limiti della deflazione: oltre alla BCE col Quantitative Easing, anche la Fed USA resterà prudente anche se alzerà i tassi. Contrariamente a quanto accadeva fino a un paio di anni fa, lo spread bancario non metterà i bastoni tra le ruote perchè la concorrenza tra le banche, i bassi prezzi delle case nel mercato immobiliare, la politica monetaria della BCE lo terranno a bada [ricordiamo infatti che la BCE ha potenziato ed esteso il QE più volte, prorogandone il termine da settembre 2016 a marzo dicembre 2017 e proprio il 2 febbraio Mario Draghi che c'è la possibilità che si continui anche oltre, persino con tassi più bassi, dunque le analisi sui suoi effetti restano più che mai valide; il costo del denaro è stato abbassato dal minimo storico dello 0.05% allo 0%, mentre il tasso sui depositi è stato portato a -0.40%: le banche pagano di più per tenere ferme le liquidità nelle casse della BCE, è un costo per stimolarle a immettere denaro nel circuito del credito; inoltre verranno concessi alle banche finanziamenti con tassi d'interesse tanto più bassi quanto più loro concederanno finanziamenti a famiglie e imprese].

Tassi mutui, previsioni interessi: i fattori-chiave

I motivi per cui i tassi d'interesse dei mutui sono al minimo e così dovrebbero restare per il breve-medio periodo possono essere così sintetizzati:
  • la politica monetaria espansiva della BCE con il Quantitative Easing immette più liquidità nel settore bancario, dunque le banche lo offrono e se lo scambiano a tassi d'interesse più bassi: ciò influenza l'Euribor (indice mutui tasso variabile), che si calcola a partire dai tassi d'interesse a cui le principali banche europee si scambiano denaro; il livello d'inflazione resta ancora molto basso -allo 0.2%, lontano dall'obiettivo del 2%- e nonostante il QE non sembra possibile che possa arrivarci nei prossimi anni: un motivo in più, insieme agli altri fattori economici spiegati qui sotto, che incentivano la BCE ad aumentare il Quantitative Easing e a continuarlo anche dopo settembre 2016, data inizialmente prevista come termine (in data 3 dicembre 2015 è stato confermato che sarebbe proseguito almeno fino a marzo 2017, nel corso del 2016 il piano è sempre stato potenziato, infine nel mese di dicembre 2016 la BCE ha prorogato ancora il termine spostandolo a dicembre 2017)
  • sempre il QE ma anche la situazione economica generale fanno sì che i Titoli di Stato tedeschi e europei in generale offrano rendimenti minimi: ciò influenza positivamente l'Eurirs (indice mutui tasso fisso) che si calcola a partire dai rendimenti dei Bund decennali
  • la BCE, con l'intento di stimolare le banche europee a concedere più finanziamenti, ha imposto già dal 2014 un costo sui depositi di liquidità che le banche lasciano nelle sue casse: dal board del 3 dicembre passa da -0.20% a -0.30%, dal board del 10 marzo addirittura da -0.30% a -0.40%
  • come riportato nei focus Tassi mutui in calo, aumentano le surroghe e mercato immobiliare ancora fermo e Conviene un mutuo fisso o variabile nel 2017? le compravendite immobiliari in Italia sono ancora al palo e i prezzi delle case scendono; nonostante ciò gli italiani fanno fatica a farsi concedere mutui acquisto casa perchè la situazione occupazionale e del risparmio delle famiglie non è buona: ciò significa che l'offerta di mutui è di molto superiore alla domanda, che la concorrenza tra banche è alta, quindi i costi restano bassi; in particolare si registrano molte promozioni con le quali le banche propongono mutui con spread bancari ribassati e altri sconti
Cosa può cambiare per i mutui la Brexit? Di per sè nulla, l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea non avrà effetti diretti: come detto la BCE col Quantitative Easing sta immettendo grandi quantità di denaro ed è pronta con ulteriore liquidità aggiuntiva, inoltre è già avviata come previsto la coordinazione con le banche centrali nazionali ["Le banche dell'Eurozona sono resilienti in termini di capitale e liquidità" per far fronte alla Brexit. Lo assicura la Bce in una nota spiegando che è "in stretto contatto con le banche e i rispettivi organi di controllo" e che sta "monitorando con molta attenzione" l'andamento dei mercati.].
L'univo fattore ad ora ipotizzabile che potrebbe far risalire almeno temporaneamente i tassi d'interesse dei mutui è l'eventuale "reazione" della banca centrale tedesca, ma non sembra che Francoforte alzerà i tassi anche perchè sono ovviamente aumentati gli acquisti di Bund, tra i Titoli di Stato che in simili occasioni hanno ruolo di "beni rifugio". In definitiva la Brexit non avrà effetti sui mutui.

Guide utili: 
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Previsioni Euribor e interessi mutui a tasso variabile

Da inizio 2015 gli indici Euribor 1 mese e 3 mesi sono sotto zero, con il tasso BCE inchiodato a 0.05% dal 2014 portato a 0.00% nel mese di marzo 2016 (sempre nell'ottica di una politica monetaria espansiva). Secondo i tassi futures di luglio 2015, l’Euribor 3 mesi veniva indicato stabile per tutto il 2015 e gran parte del 2016, poi tra il 2017 e il 2018 in risalita raggiungendo valori tra lo 0.10% e lo 0.40%: ma questi numeri sono stati rivisti al ribasso nel corso degli due anni a causa della situazione economico-finanziaria internazionale, che ha obbligato la BCE ad un doppio potenziamento del QE, che come detto ha portato a zero il costo del denaro.
Il trend di discesa dell'Euribor continua inesorabile e dal mese di giugno 2016 sono in negativo tutte le versioni dell'indice. I timori per la Brexit prima e il risultato del referendum del 23 giugno, che ha sancito l'uscita della Gran Bretagna dall'UE (almeno così ha votato il popolo britannico: ribadiamo che trattasi di referendum consultivo ma comunque verrà rispettata la volontà popolare, a meno di cambiamenti richiesti ancora dal popolo) non hanno sortito effetti.

[dati aggiornati al 2 febbraio 2017] Infatti l'Euribor 3 mesi è sceso ancora, fino a -0.30% il 1 settembre, stesso valore il 6 ottobre, per poi arrivare a -0.31% l'8 novembre e a -0.32% il 9 dicembre, a -0.33% il 2 febbraio, come anche l'Euribor 1 mese è sceso a -0.37% a novembre e rimanendo a tale livello il 2 febbraio (al 2 giugno -0.35%, al 2 agosto -0.36%), entrambi nuovi minimi storici; anche l'Euribor 6 mesi è in negativo a -0.24% e l'Euribor 12 mesi è sceso a -0.06% il 6 ottobre e a -0.10% il 2 febbraio (rispettivamente -0.16% e -0.03% al 2 agosto).

Le più aggiornate previsioni sui tassi dei mutui, come sempre basate sui tassi futures, prospettano che l'Euribor rimarrà in territorio negativo ancora per almeno 3 anni: dal 2017 i tassi potrebbero cominciare a risalire ma in lentissima progressione, con l'Euribor 3 mesi, secondo le stime, a -0,25 a fine 2017 e a -0,15 a fine 2018. La quota psicologica dello zero (+0,00%) potrebbe essere raggiunta a fine 2019.
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Previsioni Eurirs e interessi mutui a tasso fisso

Per quanto detto sopra la situazione dell'Eurirs non si discosta da quella dell'Euribor, dunque valori bassi e stabili per alcuni anni ancora. Ci vorrebbero davvero grossi scossoni finanziari per farlo risalire, visto che neanche la crisi in Grecia del 2015 e la svalutazione dello yuan cinese dello stesso anno hanno avuto effetti significativi. La Brexit non sembra avere effetti anche sugli interessi dei mutui a tasso fisso, anche se come detto c'è la (remota) possibilità di un rialzo temporaneo se la banca centrale tedesca aumentasse i tassi d'interesse (aggiornamento dicembre: non c'è stato e quasi certamente non ci sarà nel 2017). Comunque restano stabilmente intorno ai minimi e ondeggiando intorno allo zero, seppure va segnalato che tra dicembre e gennaio ci sono stati aumenti generalizzati: in data 2 febbraio si andava dallo 0.22% dell'Eurirs 5 anni (-0.10% il 6 ottobre, -0.03% il 9 novembre, -01.3% l'11 dicembre) all'1.48% dell'Eurirs a 30 anni (0.73% il 1 settembre, 0.90% il 6 ottobre, 1.03% il 9 novembre, 1.37% l'11 dicembre): dunque il trend è chiaramente al ribasso, anche se tra settembre e novembre si segnala un leggero aumento a causa della crisi della Deutsche Bank, il più importante istituto bancario tedesco.

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