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Mutui: Previsioni Tassi d'Interesse Euribor e Eurirs 2017, Effetti del QE e della Brexit

domenica 12 marzo 2017 Aggiornato il:

Chi ha in corso un mutuo o ha intenzione di accenderne uno, che sia a tasso a fisso o variabile, almeno per i prossimi anni non deve preoccuparsi troppi dei tassi d'interesse visto che le previsioni sull'andamento di Euribor e Eurirs sono decisamente positive [aggiornate al 12 marzo 2017]  ed entrambi gli indici dovrebbero restare a livelli minimi almeno per i prossimi due/tre anni, addirittura alcuni analisti osano dire anche oltre [in data 29 febbraio 2016 l'Eurirs 1 anno è andato sottozero, come l'Euribor 1-3-6 mesi, in negativo dal 2015], nonostante l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea (tecnicamente ci vorrà ancora del tempo essendo il referendum solo consultivo e non si escludono sorprese, seppur non molto probabili). Certo si tratta sempre di previsioni ma basate sugli attuali scenari economici: a meno di choc improvvisi e imprevedibili, i tassi d'interesse dei mutui rimarranno convenienti. La situazione economica europea e mondiale è caratterizzata da un'inflazione bassissima, ai limiti della deflazione: oltre alla BCE col Quantitative Easing, anche la Fed USA resterà prudente anche se alzerà i tassi. Contrariamente a quanto accadeva fino a un paio di anni fa, lo spread bancario non alzerà i costi dei mutui perchè la concorrenza tra le banche, i bassi prezzi delle case nel mercato immobiliare, la politica monetaria della BCE lo terranno a bada [ricordiamo infatti che la BCE ha potenziato ed esteso il QE più volte, prorogandone il termine da settembre 2016 a dicembre 2017 e proprio il 2 febbraio Mario Draghi ha ribadito che c'è la possibilità che si continui anche oltre, persino con tassi più bassi, dunque le analisi sui suoi effetti restano più che mai valide; il costo del denaro è stato abbassato dal minimo storico dello 0.05% allo 0%, mentre il tasso sui depositi è stato portato a -0.40%: le banche pagano di più per tenere ferme le liquidità nelle casse della BCE, è un costo per stimolarle a immettere denaro nel circuito del credito; inoltre verranno concessi alle banche finanziamenti con tassi d'interesse tanto più bassi quanto più loro concederanno finanziamenti a famiglie e imprese].

Tassi mutui, previsioni interessi: i fattori chiave - I motivi per cui i tassi d'interesse dei mutui sono al minimo e così dovrebbero restare per il breve-medio periodo possono essere così sintetizzati:
  • la politica monetaria espansiva della BCE con il Quantitative Easing immette più liquidità nel settore bancario, dunque le banche lo offrono e se lo scambiano a tassi d'interesse più bassi: ciò influenza l'Euribor (indice mutui tasso variabile), che si calcola a partire dai tassi d'interesse a cui le principali banche europee si scambiano denaro; il livello d'inflazione resta ancora molto basso -allo 0.2%, lontano dall'obiettivo del 2%- e nonostante il QE non sembra possibile che possa arrivarci nei prossimi anni: un motivo in più, insieme agli altri fattori economici spiegati qui sotto, che incentivano la BCE ad aumentare il Quantitative Easing e a continuarlo anche dopo settembre 2016, data inizialmente prevista come termine (in data 3 dicembre 2015 è stato confermato che sarebbe proseguito almeno fino a marzo 2017, nel corso del 2016 il piano è sempre stato potenziato, infine nel mese di dicembre 2016 la BCE ha prorogato ancora il termine spostandolo a dicembre 2017)
  • sempre il QE ma anche la situazione economica generale fanno sì che i Titoli di Stato tedeschi e europei in generale offrano rendimenti minimi: ciò influenza positivamente l'Eurirs (indice mutui tasso fisso) che si calcola a partire dai rendimenti dei Bund decennali
  • la BCE, con l'intento di stimolare le banche europee a concedere più finanziamenti, ha imposto già dal 2014 un costo sui depositi di liquidità che le banche lasciano nelle sue casse: dal board del 3 dicembre passa da -0.20% a -0.30%, dal board del 10 marzo addirittura da -0.30% a -0.40%
  • come riportato nei focus Tassi mutui in calo, aumentano le surroghe e mercato immobiliare ancora fermo e Conviene un mutuo fisso o variabile nel 2017? le compravendite immobiliari in Italia sono ancora al palo e i prezzi delle case scendono; nonostante ciò gli italiani fanno fatica a farsi concedere mutui acquisto casa perchè la situazione occupazionale e del risparmio delle famiglie non è buona: ciò significa che l'offerta di mutui è di molto superiore alla domanda, che la concorrenza tra banche è alta, quindi i costi restano bassi; in particolare si registrano molte promozioni con le quali le banche propongono mutui con spread bancari ribassati e altri sconti
Cosa può cambiare per i mutui la Brexit? Di per sè nulla, l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea non avrà effetti diretti: come detto la BCE col Quantitative Easing sta immettendo grandi quantità di denaro ed è pronta con ulteriore liquidità aggiuntiva, inoltre è già avviata come previsto la coordinazione con le banche centrali nazionali ["Le banche dell'Eurozona sono resilienti in termini di capitale e liquidità" per far fronte alla Brexit. Lo assicura la Bce in una nota spiegando che è "in stretto contatto con le banche e i rispettivi organi di controllo" e che sta "monitorando con molta attenzione" l'andamento dei mercati.].
L'univo fattore ad ora ipotizzabile che potrebbe far risalire almeno temporaneamente i tassi d'interesse dei mutui è l'eventuale "reazione" della banca centrale tedesca, ma non sembra che Francoforte alzerà i tassi anche perchè sono ovviamente aumentati gli acquisti di Bund, tra i Titoli di Stato che in simili occasioni hanno ruolo di "beni rifugio". In definitiva la Brexit non avrà effetti sui mutui.

Guide utili: 
Soglie dei tassi di usura stabiliti da Bankitalia
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Previsioni Euribor e interessi mutui a tasso variabile - Da inizio 2015 gli indici Euribor 1 mese e 3 mesi sono sotto zero, con il tasso BCE portato a 0.00% nel mese di marzo 2016 (sempre nell'ottica di una politica monetaria espansiva). Secondo i tassi futures di luglio 2015, l’Euribor 3 mesi veniva indicato stabile per tutto il 2015 e gran parte del 2016, poi tra il 2017 e il 2018 in risalita raggiungendo valori tra lo 0.10% e lo 0.40%: ma questi numeri sono stati rivisti al ribasso nel corso degli due anni a causa della situazione economico-finanziaria internazionale, che ha obbligato la BCE ad un doppio potenziamento del QE, che come detto ha portato a zero il costo del denaro.
Il trend di discesa dell'Euribor continua inesorabile e dal mese di giugno 2016 sono in negativo tutte le versioni dell'indice. I timori per la Brexit prima e il risultato del referendum del 23 giugno, che ha sancito l'uscita della Gran Bretagna dall'UE (almeno così ha votato il popolo britannico: ribadiamo che trattasi di referendum consultivo ma comunque verrà rispettata la volontà popolare, a meno di cambiamenti richiesti ancora dal popolo) non hanno sortito effetti.

[dati aggiornati al 12 marzo 2017] Infatti l'Euribor 3 mesi è sceso ancora, fino a -0.30% il 1 settembre, stesso valore il 6 ottobre, per poi arrivare a -0.31% l'8 novembre e a -0.32% il 9 dicembre, a -0.33% il 12 marzo, come anche l'Euribor 1 mese è sceso a -0.37% a novembre e rimanendo a tale livello il 12 marzo (al 2 giugno -0.35%, al 2 agosto -0.36%), entrambi nuovi minimi storici; anche l'Euribor 6 mesi è in negativo a -0.24% e l'Euribor 12 mesi è sceso a -0.06% il 6 ottobre e a -0.11% il 12 marzo (rispettivamente -0.16% e -0.03% al 2 agosto).

Le più aggiornate previsioni sui tassi dei mutui, come sempre basate sui tassi futures, prospettano che l'Euribor rimarrà in territorio negativo ancora per almeno 3 anni: dal 2017 i tassi potrebbero cominciare a risalire ma in lentissima progressione, con l'Euribor 3 mesi, secondo le stime, a -0,25 a fine 2017 e a -0,15 a fine 2018. La quota psicologica dello zero (+0,00%) potrebbe essere raggiunta a fine 2019.
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Previsioni Eurirs e interessi mutui a tasso fisso - Per quanto detto sopra la situazione dell'Eurirs non si discosta da quella dell'Euribor, dunque valori bassi per alcuni anni ancora. Ci vorrebbero davvero grossi scossoni finanziari per farlo risalire sensibilmente, visto che neanche la crisi in Grecia del 2015 e la svalutazione dello yuan cinese dello stesso anno hanno avuto effetti significativi. La Brexit non sembra avere effetti anche sugli interessi dei mutui a tasso fisso, anche se come detto c'è la (remota) possibilità di un rialzo temporaneo se la banca centrale tedesca aumentasse i tassi d'interesse, che comunque in data 12 marzo ancora non c'è stato e quasi certamente non ci sarà nel 2017).

Tuttavia gli indici Eurirs, dopo aver toccato i minimi storici ed essere andati in negativo a metà 2016, hanno iniziato a normalizzarsi e a risalire, comunque restando  intorno ai minimi: in data 12 marzo si andava dallo 0.32% dell'Eurirs 5 anni (-0.10% il 6 ottobre, -01.3% l'11 dicembre, 0.22% il 2 febbraio) all'1.57% dell'Eurirs a 30 anni (0.90% il 6 ottobre, 1.37% l'11 dicembre, 1.48% il 2 febbraio): dunque il trend è chiaramente al ribasso, anche se tra settembre e novembre si segnala un leggero aumento a causa della crisi della Deutsche Bank, il più importante istituto bancario tedesco.

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