2 novembre 2017

Mutui: Previsioni Tassi d'Interesse Euribor e Eurirs 2018, Effetti del QE e della Brexit

Gli attuali livelli dell' Euribor per i mutui variabili sono sottozero, l'Eurirs per i mutui fissi in leggera risalita ma sempre molto bassi - previsioni tassi mutui aggiornate al 2 novembre 2017
Chi ha in corso un mutuo o ha intenzione di accenderne uno, che sia a tasso a fisso o variabile, almeno per i prossimi anni non deve preoccuparsi troppi dei tassi d'interesse visto che le previsioni sull'andamento di Euribor e Eurirs sono decisamente positive ed entrambi gli indici dovrebbero restare a livelli minimi almeno per i prossimi due/tre anni, addirittura alcuni analisti osano dire anche oltre [in data 29 febbraio 2016 l'Eurirs 1 anno è andato sottozero, come l'Euribor 1-3-6 mesi, in negativo dal 2015], nonostante l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea. Certo si tratta sempre di previsioni ma basate sugli attuali scenari economici: a meno di choc improvvisi e imprevedibili, i tassi d'interesse dei mutui rimarranno convenienti. La situazione economica europea e mondiale è caratterizzata da un'inflazione bassissima: oltre alla BCE col Quantitative Easing, anche la Fed USA resterà prudente anche se alzerà i tassi. Contrariamente a quanto accadeva fino ad alcuni anni fa, lo spread bancario non alza molto i costi dei mutui perchè la concorrenza tra le banche, i bassi prezzi delle case nel mercato immobiliare, la politica monetaria della BCE lo terranno a bada [ricordiamo infatti che la BCE ha potenziato ed esteso il QE più volte, l'ultima nel mese di ottobre 2017 spostando il termine da gennaio a settembre 2018 seppur dimezzando gli acquisti di titoli ma confermando che i tassi di interesse rimarranno al minimo per molto tempo ancora, dunque le analisi sui suoi effetti restano più che mai valide; già dal 2016 il costo del denaro è allo 0%, mentre il tasso sui depositi è a -0.40%, ovvero le banche pagano di più per tenere ferme le liquidità nelle casse della BCE].

Tassi mutui, previsioni interessi: i fattori chiave - I motivi per cui i tassi d'interesse dei mutui sono al minimo e così dovrebbero restare per il breve-medio periodo possono essere così sintetizzati:
  • la politica monetaria espansiva della BCE con il Quantitative Easing immette più liquidità nel settore bancario, dunque le banche lo offrono e se lo scambiano a tassi d'interesse più bassi: ciò influenza l'Euribor (indice mutui tasso variabile), che si calcola a partire dai tassi d'interesse a cui le principali banche europee si scambiano denaro; il livello d'inflazione resta ancora molto basso, seppur un po' più vicino all'obiettivo del 2%: un motivo in più, insieme agli altri fattori economici spiegati qui sotto, che incentivano la BCE ad continuare il Quantitative Easing
  • sempre il QE ma anche la situazione economica generale fanno sì che i Titoli di Stato tedeschi e europei in generale offrano rendimenti minimi: ciò influenza positivamente l'Eurirs (indice mutui tasso fisso) che si calcola a partire dai rendimenti dei Bund decennali
  • la BCE, con l'intento di stimolare le banche europee a concedere più finanziamenti, ha imposto già dal 2014 un costo sui depositi di liquidità che le banche lasciano nelle sue casse: dal board del 3 dicembre passa da -0.20% a -0.30%, dal board del 10 marzo addirittura da -0.30% a -0.40%
  • come riportato nel focus Conviene un mutuo fisso o variabile adesso? le compravendite immobiliari in Italia sono ancora al palo e i prezzi delle case bassi; nonostante ciò gli italiani fanno fatica a farsi concedere mutui acquisto casa perchè la situazione occupazionale e del risparmio delle famiglie non è buona: ciò significa che l'offerta di mutui è di molto superiore alla domanda, che la concorrenza tra banche è alta, quindi i costi restano bassi; in particolare si registrano molte promozioni con le quali le banche propongono mutui con spread bancari ribassati e altri sconti
Cosa può cambiare per i mutui la Brexit? Di per sè nulla, l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea non avrà effetti diretti: come detto la BCE col Quantitative Easing sta immettendo grandi quantità di denaro ed è pronta con ulteriore liquidità aggiuntiva, inoltre è già avviata come previsto la coordinazione con le banche centrali nazionali ["Le banche dell'Eurozona sono resilienti in termini di capitale e liquidità" per far fronte alla Brexit. Lo assicura la Bce in una nota spiegando che è "in stretto contatto con le banche e i rispettivi organi di controllo" e che sta "monitorando con molta attenzione" l'andamento dei mercati.].
L'unico fattore ad ora ipotizzabile che potrebbe far risalire almeno temporaneamente i tassi d'interesse dei mutui è l'eventuale "reazione" della banca centrale tedesca, ma non sembra che Francoforte alzerà i tassi anche perchè sono ovviamente aumentati gli acquisti di Bund, tra i Titoli di Stato che in simili occasioni hanno ruolo di "beni rifugio". In definitiva la Brexit non avrà effetti sui mutui.
Guide utili: 
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Previsioni Euribor e interessi mutui a tasso variabile - Da inizio 2015 gli indici Euribor 1 mese e 3 mesi sono sotto zero, con il tasso BCE portato a 0.00% nel mese di marzo 2016 (sempre nell'ottica di una politica monetaria espansiva). Il trend di discesa dell'Euribor è continuato inesorabile e dal mese di giugno 2016 sono in negativo tutte le versioni dell'indice.

[dati aggiornati al 2 novembre 2017] L'Euribor 3 mesi è sceso ancora, fino a -0.33% il 12 marzo 2017, stesso valore di novembre, come anche l'Euribor 1 mese è sceso a -0.37%, entrambi nuovi minimi storici; pure l'Euribor 6 mesi è in negativo a -0.28% e l'Euribor 12 mesi è sceso sottozero nel mese di ottobre 2016 arrivando a -0.19% a novembre 2017.

Le più aggiornate previsioni sui tassi dei mutui, come sempre basate sui tassi futures, prospettano che per l'Euribor una risalita potrebbe cominciare a fine 2018 con una uscita dalla zona negativa solo nel 2019 con un possibile ritorno all'1% non prima della seconda metà del 2022.
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Previsioni Eurirs e interessi mutui a tasso fisso - Per quanto detto sopra la situazione dell'Eurirs non si discosta da quella dell'Euribor, dunque valori bassi per alcuni anni ancora. Ci vorrebbero davvero grossi scossoni finanziari per farlo risalire sensibilmente, visto che neanche la crisi in Grecia del 2015 e la svalutazione dello yuan cinese dello stesso anno hanno avuto effetti significativi. La Brexit non sembra avere effetti anche sugli interessi dei mutui a tasso fisso

Tuttavia gli indici Eurirs, dopo aver toccato i minimi storici ed essere andati in negativo a metà 2016, hanno iniziato a normalizzarsi e a risalire, comunque restando  intorno ai minimi: in data 2 novembre 2017 si andava dallo 0.20% dell'Eurirs 5 anni all'1.55% dell'Eurirs a 30 anni: il trend è di stabilità in quanto nel corso dell'anno si sono avute leggere salite e discese, nell'ordine di pochi decimi di punto.

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