26 gennaio 2017

Meglio un Mutuo a Tasso Fisso o Variabile nel 2017? Attenzione alle Offerte delle Banche

Attualmente è più conveniente un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile? Certamente guardando i livelli di Euribor e Eurirs, i due indici principali per variabili e fissi, ora conviene un mutuo variabile invece che fisso (per i primi c'è anche il tasso BCE, cioè il costo del denaro attualmente al minimo storico dello 0.00%, ma gli spread sono molto elevati). Tuttavia va considerato che per la prima volta da quando c'è l'euro le banche stanno proponendo mutui a tasso fisso con spread più bassi rispetto a quelli dei mutui a tasso variabili (ricordiamo che lo spread bancario è un ricarico sugli interessi, ovvero il guadagno della banca): perchè questo? Tecnicamente un mutuo fisso è più rischioso per le banche e appunto li hanno sempre proposti con spread più alti, ma attualmente stanno spingendo sui fissi: Perchè? Di certo il fatto che l'Euribor 1, 3 e 6 mesi siano negativi ha la sua influenza, ma c'è dell'altro: facciamo dunque il punto della situazione per capire anche quale mutuo conviene di più per il cliente (e non per la banca...).

I motivi per cui ora i mutui a tasso fisso sono proposti con spread bancari più bassi dei mutui a tasso variabile sono principalmente due:
  • stando alle più aggiornate previsioni sugli interessi dei mutui, anche nei prossimi anni i tassi resteranno a livelli minimi come l'inflazione: i mutui a tasso fisso sono meno convenienti per le banche quanto più sono elevati inflazione e costo del denaro
  • se il tasso fisso è troppo caro, i clienti ovviamente saranno più incentivati al tasso variabile adesso ma in seguito potrebbero essere altrettanto spinti a cambiare banca o a chiedere alla stessa nuove condizioni tramite surroga o rinegoziazione del mutuo
Riportiamo una sintesi di quanto dichiarato a Il Sole 24 Ore da Roberto Anedda di MutuiOnline.it:
"Il denaro disponibile in elevati volumi e a costi storici minimi per il sistema creditizio [grazie al Quantitative Easing della BCE, n.d.r.] favorisce innanzitutto differenziali di tasso molto risicati anche sulle durate di mutuo più lunghe ... le banche valutino tale situazione come destinata a non esaurirsi a breve, e possono così impegnarsi ad erogare mutui a tasso fissi molto bassi e per lunghe durate ... la banca valuta evidentemente che in tale arco temporale potrà ottenere dal mercato eventuali nuove disponibilità di capitali per ulteriori impieghi sempre a costi contenuti ... Un ulteriore vantaggio per le banche nell'erogare a tassi fissi così bassi è costituito dal fatto che siamo probabilmente vicini ai minimi assoluti che i tassi potranno toccare, quindi si riduce quasi a zero al possibilità che un domani possa risultare conveniente sostituire il proprio mutuo con una surroga. La banca può quindi contare su una maggiore probabilità di continuare a ricevere interessi sulla gran parte dei mutui erogati e per un periodo di tempo più lungo. Infine, tassi fissi più bassi favoriscono l'accesso al mutuo per un maggior numero di famiglie..."

Mutuo a tasso fisso o variabile: quale il più conveniente per i clienti?

meglio un mutuo a tasso fisso o variabileAbbiamo capito che le banche spingono verso i mutui fissi, ma per chi vuole domandare un mutui ora conviene di più un variabile o un fisso? Tenuto conto degli attuali livelli dei tassi, che come detto sopra dovrebbero restare ai minimi ancora per anni e considerato che in caso di eccessivi rialzi futuri è sempre possibile rinegoziare o surrogare il mutuo (anche se i tassi fossero più alti, c'è comunque la riduzione della rata per l'eventuale allungamento del rimborso e gli interessi si applicherebbero a un capitale inferiore) ci sentiamo di dire che ora è meglio un mutuo a tasso variabile.

Potete verificare nel report aggiornato mensilmente Tassi d'interesse dei migliori mutui casa e surroga il livello dei costi, specifichiamo qui alcuni numeri generali:
  • per un finanziamento al 50% del valore immobiliare con durata 20 anni, la media dei mutui a tasso variabile meno cari è intorno all'1.15%, di quelli fissi intorno al 2.00% (tassi effettivi globali, cioè il Taeg che è il tasso finito - dati all'11 dicembre 2016)
  • per un finanziamento al 80% del valore immobiliare con durata 20 anni, la media dei mutui a tasso variabile meno cari è intorno all'1.25%, di quelli fissi intorno al 2.10%
Tenuto conto che per il mutuatario il tasso fisso conviene di più in periodi di alta inflazione, visto che per i prossimi anni sembra proprio che così non sarà ecco allora che i mutui a tasso variabile sono più convenienti almeno per durate intorno ai 15-20 anni, in quanto sono quelli in cui la più parte della quota interessi si paga nei primi anni dell'ammortamento (prevedendo che gli indici rimarranno a livelli minimi per i prossimi anni, ecco spiegatane la convenienza attuale). Per mutui più lunghi invece aumentano i fatti di imponderabilità sui tassi e quindi il tasso fisso duella giustamente con il variabile.

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