L'andamento dell'Euribor per i mutui variabili resta sotto lo zero, l'andamento dell'Eurirs per i mutui fissi è sempre intorno ai minimi - previsioni tassi mutui aggiornate al 25 luglio 2019

Mutui: Previsioni Euribor e Eurirs per i Tassi dei Mutui (Convenienza al Massimo)

Chi ha in corso un mutuo o ha intenzione di accenderne uno, che sia a tasso a fisso o variabile, almeno per i prossimi anni non deve preoccuparsi troppi dell'andamento dei tassi dei mutui visto che le previsioni Euribor e le previsioni Eurirs sono decisamente positive ed entrambi gli indici dovrebbero restare a livelli minimi almeno per i prossimi due/tre anni, addirittura alcuni analisti osano dire anche oltre: questo perché la BCE manterrà al minimo i tassi di interesse ancora a lungo ed eventualmente attivare un nuovo Quantitative Easing. Va però detto che per il 2020 dovrebbe essere introdotto un nuovo Euribor, riformato secondo nuovi parametri dettati dall'UE. Certo si tratta sempre di previsioni ma basate sugli attuali scenari economici: a meno di choc improvvisi e imprevedibili, i tassi d'interesse dei mutui rimarranno convenienti. Vediamo dunque le più aggiornate previsioni sui tassi dei mutui, analizzandone poi principali fattori.

Previsioni Euribor e tassi mutui - Da inizio 2015 gli indici Euribor 1 mese e 3 mesi sono sotto zero, con il tasso BCE portato a 0,00% nel mese di marzo 2016 (sempre nell'ottica di una politica monetaria espansiva). L'andamento dell'Euribor è stato sempre in discesa, questi i dati aggiornati al 25 luglio 2019, appena dopo che Mario Draghi ha dato conferma non solo che i tassi resteranno ai minimi ma che potrebbero essere addirittura abbassati ancora: l'Euribor 3 mesi resta fisso sottozero a quota -0,37%, suo minimo storico e in ulteriore calo rispetto a inizio anno, come anche l'Euribor 1 mese è al minimo storico di -0,41% e in calo; pure l'Euribor 6 mesi è in negativo a -0,36% (a gennaio era a -0,24%) mentre l'Euribor 12 mesi, sceso sottozero nel mese di ottobre 2016, è a -0,31% (a gennaio era a -0,12%, il 5 luglio a -0,22%).


Le più aggiornate previsioni sull'Euribor, come sempre basate sui tassi futures, rinviano l'uscita dalla zona negativa da fine 2019 a fine 2021 e oltre, con un possibile ritorno all'1% non prima della seconda metà del 2022. Queste previsioni sono risultate esatte nell'anticipare la leggera risalita dell'Euribor nell'ultimo trimestre 2018, ovvero in vista della conclusione del primo Quantitative Easing della BCE..

ATTENZIONE! Si prospetta una riforma dell'Euribor (del metodo di calcolo) o anche una sua sostituzione con un altro indice a partire dal 2020. Si tratta di una riforma globale degli indici finanziari in atto già da anni, comunque secondo gli analisti ci saranno tutt'al più conseguenze marginali per i tassi di interesse dei mutui.

Previsioni Eurirs e tassi mutui - Per quanto detto sopra la situazione dell'Eurirs non si discosta da quella dell'Euribor, dunque valori bassi per alcuni anni ancora. Ci vorrebbero davvero grossi scossoni finanziari per far alzare sensibilmente l'andamento dell'Eurirs, visto che neanche la crisi in Grecia del 2015 e la svalutazione dello yuan cinese dello stesso anno hanno avuto effetti significativi. La Brexit non sembra avere effetti anche sugli interessi dei mutui a tasso fisso.

Tuttavia gli andamenti Irs, dopo aver toccato i minimi storici ed essere andati in negativo a metà 2016, hanno iniziato a normalizzarsi e a risalire, comunque restando intorno ai minimi con un andamento altalenante ma sempre di lieve entità: in data 25 luglio si andava dallo 0,10% dell'Eurirs 10 anni (0,77% a gennaio, 0,52% a maggio, 0,15% il 5 luglio) allo 0,66%% dell'Eurirs 30 anni (1,40% a gennaio, 1,12% a maggio, 0,71% il 5 luglio). Il trend nel corso degli ultimi tre anni è di stabilità in quanto si sono avute leggere salite e discese sempre nell'ordine di pochi decimi di punto, ma dopo le ultime dichiarazioni della BCE di maggio e giugno il calo è stato netto ed evidente.
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Tassi mutui, previsioni interessi: i fattori chiave - La situazione economica europea e mondiale è caratterizzata da un'inflazione bassa e la BCE, che seppur ha concluso il QE il 31 dicembre 2018, ha comunque confermato che manterrà i tassi a livelli minimi e attiverà il Tltro 3 per prestiti agevolati alle banche: gli effetti sui tassi dei mutui saranno positivi perché le banche avranno accesso al denaro a costi inferiori. Effetti amplificati con le dichiarazioni di maggio e giugno, quando Mario Draghi, oltre a confermare quanto detto sui tassi, ha aperto alla possibilità di un nuovo QE se fosse necessario.

Contrariamente a quanto accadeva fino ad alcuni anni fa, lo spread bancario non alza molto i costi dei mutui perchè la concorrenza tra le banche, i bassi prezzi delle case nel mercato immobiliare, la politica monetaria della BCE lo tengono a bada. Dal 2016 il costo del denaro è allo 0%, mentre il tasso sui depositi è a -0,40%, ovvero le banche pagano di più per tenere ferme le liquidità nelle casse della BCE.

I motivi per cui i tassi d'interesse dei mutui sono al minimo e così dovrebbero restare per il breve-medio periodo possono essere così sintetizzati:
  • la politica monetaria espansiva della BCE immette più liquidità nel settore bancario, dunque le banche lo offrono e se lo scambiano a tassi d'interesse più bassi: ciò influenza l'andamento dell'Euribor (indice mutui tasso variabile), che si calcola a partire dai tassi d'interesse a cui le principali banche europee si scambiano denaro; il livello d'inflazione resta ancora basso, seppur un po' più vicino all'obiettivo del 2%: un motivo in più, insieme agli altri fattori economici spiegati qui sotto, che hanno spinto la BCE ad continuare il Quantitative Easing fino a tutto il 2018 e a confermare che anche dopo la conclusione resterà attiva sul mercato dei titoli
  • la situazione economica generale fanno sì che i Titoli di Stato tedeschi e europei in generale offrano rendimenti minimi: ciò influenza positivamente l'andamento dell'Eurirs (indice mutui tasso fisso) che si calcola a partire dai rendimenti dei Bund decennali
  • la BCE, con l'intento di stimolare le banche europee a concedere più finanziamenti, ha imposto già dal 2014 un costo sui depositi di liquidità che le banche lasciano nelle sue casse: dal board del 3 dicembre passa da -0,20% a -0,30%, dal board del 10 marzo addirittura da -0,30% a -0,40%
  • come riportato nel focus Conviene un mutuo fisso o variabile adesso? le compravendite immobiliari in Italia sono ancora al palo e i prezzi delle case bassi; nonostante ciò gli italiani fanno fatica a farsi concedere mutui acquisto casa perchè la situazione occupazionale e del risparmio delle famiglie non è buona: ciò significa che l'offerta di mutui è di molto superiore alla domanda, che la concorrenza tra banche è alta, quindi i costi restano bassi; in particolare si registrano molte promozioni con le quali le banche propongono mutui con spread bancari ribassati e altri sconti
Cosa può cambiare per i mutui la Brexit? Di per sè nulla, l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea non avrà effetti diretti: come detto la BCE col Quantitative Easing sta immettendo grandi quantità di denaro ed è pronta con ulteriore liquidità aggiuntiva, inoltre è già avviata come previsto la coordinazione con le banche centrali nazionali ["Le banche dell'Eurozona sono resilienti in termini di capitale e liquidità" per far fronte alla Brexit. Lo assicura la Bce in una nota spiegando che è "in stretto contatto con le banche e i rispettivi organi di controllo" e che sta "monitorando con molta attenzione" l'andamento dei mercati.].

L'unico fattore ad ora ipotizzabile che potrebbe far risalire almeno temporaneamente i tassi d'interesse dei mutui è l'eventuale "reazione" della banca centrale tedesca, ma non sembra che Francoforte alzerà i tassi anche perchè sono ovviamente aumentati gli acquisti di Bund, tra i Titoli di Stato che in simili occasioni hanno ruolo di "beni rifugio". In definitiva la Brexit non avrà effetti sui mutui.
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